Corpo forestale, assemblea a Lamezia Terme: al via i ricorsi contro il Governo. Sapaf: “anche la Calabria dice no alla militarizzazione e all’accorpamento”

14937105_10209556927431709_315047078_nAnche da Lamezia Terme arriva un forte messaggio al Governo. Le donne e gli uomini del Corpo forestale dello Stato non vogliono essere smembrati, annullati, militarizzati. Non vogliono rinunciare a stare dalle parte dei cittadini, contro le ecomafie, in un territorio difficile come quello calabrese. Non vogliono perdere diritti e prerogative acquisiti in tanti anni di lotte e battaglie sindacali che adesso qualcuno vorrebbe cancellare“.
Lo ha affermato Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato per numero di iscritti del Corpo forestale, oggi in assemblea
Come Sapaf e come cartello sindacale – dice Moroniabbiamo predisposto una serie di ricorsi che arriveranno fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ricorsi contro l’assurda decisione del Governo di sopprimerci. Stiamo registrando tanti consensi ed adesioni perché noi siamo una forza di polizia ad ordinamento civile, da non confondere, specie in Calabria, con gli operai idraulico forestali regionali che sono tutt’altra cosa e che con noi non hanno nulla a che fare“.
Se qualcuno – conclude il sindacalista – pensava di poter condurre in porto questa operazione, immaginando di trovare 7.000 appartenenti al Corpo forestale pronti a farsi sacrificare in silenzio, si è sbagliato di grosso. Non siamo stati zitti prima perché ci siamo mobilitati da subito, non lo siano adesso con i nostri ricorsi e non lo saremo neppure in futuro nella malaugurata ipotesi di accorpamento e scioglimento, perché saremo quel virus sano che porterà diritti civili e sindacalizzazione anche all’interno dei carabinieri. Non è una minaccia, ma una certezza“.