Clamorosa rivelazione sul No al referendum: intervista al sindacalista Giovanbattista Del Pelo

Referendum Costituzionale, intervista al noto sindacalista Giovanbattista Del Pelo

referendumdi Kirieleyson - Dopo avere ascoltato il parere del celebre Giangiulio Del Menga, oggi è il turno di  Giovanbattista Del Pelo. Il  nostro intervistato non ha certo bisogno di presentazioni, tuttavia ci  sembra doveroso precisare la sua trentennale militanza nel sindacato della  sinistra doc, quella nuda,  cruda e senza macchia.

Del Pelo,  quali sono le motivazioni del suo  NO al referendum?

Io e i miei compagni voteremo No per il semplice fatto che il referendum  ci è stato imposto e non è stato preventivamente concertato con le parti sociali.

Ma,  al di là delle circostanze in cui la riforma costituzionale di Renzi è nata, non avete sempre detto che era indispensabile fare delle profonde  riforme, cosa peraltro ribadita da  altri governi “amici”?

Guardi, una riforma non è mai buona o cattiva in assoluto, dipende da chi la propone. Prendiamo, per esempio,  gli 80 euro di bonus ai dipendenti e il jobs act:  se fossero stato il frutto di una concertazione con le parti sociali, quelle leggi  sarebbero  state una grande vittoria dei lavoratori.  Invece il  Governo ha voluto agire autonomamente, senza alcun  rispetto del ruolo delle parti sociali… e  quelle  disposizioni  sono diventate  un  regalo alle imprese.

Ma quel bonus non è stato comunque un beneficio per tanti? E il jobs act non ha favorito  le assunzioni di tanti giovani?

Lei continua a non capire. Se il Governo decide autonomamente, non importa cosa fa, è sbagliato! Le parti sociali cosa ci stanno  a fare? 

Con il vostro NO, non  provate imbarazzo nel vedervi accomunati a gente come Salvini, la Meloni e ad organizzazioni come casa Pound?

Qui lo dico e qui lo nego: quando siamo tra di noi, il dubbio ci viene. Ma poi prevale il nostro ideale.

L’ultima domanda: non pensate che oggi, votando  Si al referendum si  avrebbe la possibilità di imprimere una svolta positiva al  Paese, una volta per tutte?

Ma lei lo ha capito o no  che se il Paese migliora senza la concertazione,  noi che ci stiamo a fare?