Casignana discriminata in tv: Dieni e Nesci chiedono l’intervento dei vertici Rai

Casignana e la popolazione calabrese vengono discriminati in televisione. Dieni e Nesci chiedono l’intervento dei vertici Rai

casignana_piazza_municipioCasignana discriminata in tv, Dieni e Nesci: «Intervengano i vertici Rai» «È inaccettabile quanto avvenuto in una importante trasmissione della Rai, durante la quale l’intera comunità di Casignana è stata ingiustamente discriminata da un noto conduttore televisivo che ha offeso con evidente superficialità la popolazione calabrese». È quanto dichiarano le deputate del M5S Federica Dieni e Dalila Nesci in merito alle frasi pronunciate ieri da Giancarlo Magalli nel corso della trasmissione “I fatti vostri”, in onda su Raidue. Nei prossimi giorni le due parlamentari presenteranno un’interrogazione alla commissione di Vigilanza della Rai per sapere quali provvedimenti urgenti intendano assumere il presidente e il direttore generale della Rai, Monica Maggioni e Antonio Campo Dall’Orto, per stigmatizzare il comportamento del conduttore, le cui parole costituiscono una evidente violazione del Codice etico della televisione pubblica. «Durante la puntata del 15 novembre scorso – spiegano Dieni e Nesci –, nell’ambito di un gioco a premi telefonico, Magalli, dopo la mancata risposta dell’utente estratto, proveniente dal Comune reggino di Casignana, ha dichiarato testualmente: “Se andate in giro a scippare le vecchie non è colpa nostra”. In seguito alla reazione ovviamente sorpresa dei presenti, il conduttore ha aggiunto: “Lo fanno, lo fanno. Non stanno a casa perché a quest’ora sono impegnati in queste attività criminali”». «L’attacco gratuito nei confronti di un’intera comunità – proseguono le due parlamentari – ha fatto insorgere il sindaco di Casignana, che ha diffuso una nota in cui, dopo aver difeso i suoi concittadini, non ha escluso azioni legali contro la Rai e il suo conduttore». «Le dichiarazioni del conduttore Magalli – osservano Dieni e Nesci – rappresentano infatti un palese caso di discriminazione territoriale e la loro diffusione attraverso il mezzo televisivo è in evidente contrasto con gli obiettivi di pubblica utilità previsti dal contratto di servizio pubblico. Oltretutto, tali uscite concorrono ad alimentare vecchi e stupidi pregiudizi nei confronti del Mezzogiorno, essenziali per la subordinazione delle masse meridionali da parte del potere economico dominante e per la loro riduzione a puro bacino elettorale».