Approvata la riforma del “Welfare” calabrese

germaneto cittadella regione calabriaLa Giunta regionale ha approvato, nella riunione di ieri, la “Riforma del Welfare”, che prevede  la riorganizzazione dell’assetto istituzionale del sistema integrato degli interventi in materia di servizi e politiche sociali. Entrando nello specifico della riforma, la delibera approvata ieri – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – delinea le funzioni in materia di politica sociale che vengono trasferite ai comuni, dando così efficacia al principio della sussidiarietà,  secondo  il  quale sono il livello territoriale più prossimo alla persona che ne riesce ad individuare il fabbisogno ed a programmare al meglio gli interventi. Lo strumento del Piano di Zona, poi, prevede il coinvolgimento del partenariato sociale, che darà reale corrispondenza tra interventi e fabbisogno delle persone, qualificando la spesa programmata rispetto agli obiettivi sociali prefissati fino alla realizzazione di un Sistema Informativo Sociale di zona che raccolga i dati utili per procedere alla successiva programmazione. I compiti della Regione non saranno più quelli di una semplice cassa/bancomat, rispetto alle erogazioni delle rette ma, finalmente, la Regione avrà il compito di programmare, coordinare e indirizzare gli interventi sociali sui territori, oltre che supportare i Comuni nello svolgimento delle funzioni territoriali come avviene nelle altre regioni italiane. È opportuno sottolineare quelli che sono gli assetti innovativi presenti nella Riforma, tra cui spicca il processo partecipativo che ha portato alla stesura di un regolamento e di una serie di allegati che disciplinano le modalità di accreditamento, i requisiti strutturali e gli standard professionali del personale che opera nelle strutture. Il lavoro, infatti, che si è svolto per oltre dodici  mesi ha visto la collaborazione di un tavolo istituzionale, formalizzato con delibera di giunta, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle principali organizzazioni di rappresentanza del privato sociale (Anaste, Aris, Confapi, Confcooperative, Forum Terzo Settore, Legacoop, Uneba), e delle istituzioni civili e sindacali (Anci, Cgil, Cisl, Uil, Ugl). “È questa una svolta importante per la Regione Calabria – ha detto l’Assessore al Lavoro Federica Roccisano – perché finalmente acquisisce il ruolo di programmazione di politiche sociali e non più di cassa, puntando, insieme al privato sociale ed ai territori, ad un welfare più inclusivo e più vicino alle istanze delle persone”.