A Villa San Giovanni il terzo incontro del “Tour del No” promosso da Idea Calabria

idea-calabria-1In una sala gremita di giovani, amministratori e cittadini, si è svolto a Villa San Giovanni il terzo incontro del “Tour del No” promosso da #IdeaCalabria, per spiegare ai cittadini della nostra Provincia, perché “votare no è un dovere”. Dagli interventi e dal dibattito sono emerse, in tutta la loro drammaticità, gli aspetti più controversi di questa riforma, che riguardano in particolare aspetti legati all’accentramento dei poteri in una unica persona, in quanto, vengono eliminati i pesi e i contrappesi, attribuendo, tra l’altro, allo Stato, competenze legislative in materia di politiche sociali, tutela della salute, governo del territorio, ambiente e turismo che sono l’ossatura dell’autonomia regionale. Mentre altre competenze ,saranno un elemento di contenzioso stato-regioni. Altro tema, evidenziato da diversi interventi, è stato quello della legge elettorale, l’italicum, pericolosa, e che rischia di consegnare tutto il potere politico ad una minoranza, perche’ prevede, un premio di maggioranza, che assegna, il 54% dei Deputati. Nel dibattito, sono intervenuti: Lorenzo Micari​, Assessore del Comune di Villa San Giovanni, Gaetano Bevacqua​, promotore dell’iniziativa e coordinatore dell’area dello stretto di idea Calabria, Pietro Borrello​ coordinatore dei giovani di Idea Calabria, l’avvocato Michele Filippelli​, Presidente del comitato scientifico C. Studi “La Pira” ed il Presidente dell’Amministrazione provinciale Giuseppe Raffa​. Nel corso del dibattito ha preso, inoltre la parola, Giuseppe Surace​, Sergio Gualtieri​, Lorenzo Festicini​ e Giancarlo Raso​ esprimendo le loro idee su questo referendum e sullo stato attuale della politica. ”E’ una riforma pericolosa” ha dichiarato il Presidente Raffa, perchè modifica profondamente una Costituzione dichiarata la più bella del mondo e che è stata fatta da padri costituenti di chiara fama e specchiata moralità.” per questo,ha continuato il Presidente dell’Amministrazione provinciale, un parlamento illegittimo, non può modificare una costituzione fatta da una assemblea costituente. ”Noi non diciamo -ha continuato Raffa- che la Costituzione non si possa toccare, ma affermiamo che la Costituzione così modificata trasforma la nostra democrazia in una oligarchia assoluta accentrando il potere nelle mani di pochi. Non vorremmo che la nostra Costituzione diventi un ponte tra due dittature. Vogliamo che i nostri figli vivano in una nazione che basi i propri principi, su cardini di libertà e di democrazia partecipata.

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