A Reggio Calabria l’assemblea provinciale della FGCI

fgciSabato 5 novembre, presso i locali della federazione del Partito Comunista Italiano di Reggio Calabria, si è svolta l’assemblea provinciale della FGCI. Nella giornata nazionale per il NO al referendum del 4 dicembre prossimo, in attesa che nel pomeriggio cominciassero i lavori congressuali, un gruppo di compagni composto dalle delegazioni provinciali di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria ha portato avanti la campagna di sensibilizzazione per il NO attraverso il volantinaggio e la discussione con i cittadini. Parallelamente è stato effettuato un sondaggio sulle intenzioni di voto, tra i reggini che giornalmente affollano il centro cittadino. L’intervista a campione ha coinvolto 113 reggini di fasce di età, sesso e appartenenza politica misti, riscontrando tra l’altro la massima disponibilità al confronto. I risultati del sondaggio vedono la netta prevalenza del NO con ben il 60,18% (68 preferenze) seguito dal 20,35% (23 preferenze) degli indecisi e dal 19,47% (22 preferenze) dei SI.
I lavori congressuali coordinati da Francesco Stilo, componente della segreteria nazionale della FGCI, si sono svolti in un ottimo clima volto al dialogo tra comunisti e realtà associative, in una sala molto affollata. Dopo una breve introduzione si sono registrati gli interventi di saluto di Fioranna Fontana, coordinatrice locale del Fronte della Gioventù Comunista, di Ilaria Ammendolia dell’associazione CLP (Combriccola Liberi Pensatori) di San Giorgio Morgeto, del coordinatore della FGCI provinciale di Crotone Alessandro Sagliano, il quale ha evidenziato le contraddizioni dell’accordo sulla cosiddetta alternanza scuola-lavoro che il MIUR ha stipulato con diverse aziende (tra cui McDonald’s), di Pietro Marchio, segretario provinciale FGCI Cosenza, di Alessia Franco della segreteria provinciale del PCI di Crotone e di Domenico Sorrenti della segreteria provinciale del PCI di Cosenza.

Il ricco dibattito, incentrato sui crescenti problemi che caratterizzano il nostro tempo, ha toccato diversi aspetti, dall’impegno popolare messo in campo per sconfiggere la proposta di stravolgimento costituzionale voluta dal governo Renzi, ribadito dal segretario provinciale del PCI e coordinatore del comitato per il NO Lorenzo Fascì, all’importanza della conoscenza della storia per interpretare il presente nella sua complessità in un contesto in cui l’istruzione e la cultura appaiono particolarmente sotto attacco, sottolineata dal Prof. Leo Nucera, con un invito ad approfondire gli aspetti legati alla grande Rivoluzione Popolare d’Ottobre di cui ricorre in questi giorni il 99° anniversario. Il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, ha ricordato l’attacco dei poteri forti sovranazionali alle libertà costituzionali sancite dagli ordinamenti democratici frutto del dopoguerra, ribadendo come esista in certi ambienti la volontà di cancellare le conquiste scaturite dalla lotta al nazifascismo; Nicola Limoncino ha ripercorso le tappe che hanno portato alla nascita del PCI nella nostra provincia, nel segno dell’unità tra i comunisti e del superamento degli errori tattici commessi nel passato.
Non è mancata una discussione sulle vicende internazionali che hanno visto l’Italia, troppo spesso, impegnata in quei conflitti a guida USA che, in violazione al diritto internazionale, hanno raso al suolo molti paesi del vicino oriente e dell’africa (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, ecc.), colpevoli di avere governi poco congeniali agli interessi occidentali, o di avere sul proprio territorio importanti risorse naturali come il petrolio. Attraverso queste politiche ipocrite, nella perfetta inosservanza all’articolo 11 della costituzione “L’Italia ripudia la guerra”, si è preparato il terreno all’odio, alla diffidenza interculturale, al terrorismo di stampo islamico, costringendo di fatto molti cittadini dei suddetti paesi ad abbandonare la propria casa, alimentando così i flussi migratori che oggi investono l’europa.

Hanno preso la parola, successivamente, Daniela Labate, l’Avv. Fabio Violi, Francesco Villì. Le conclusioni sono state affidate a Michelangelo Tripodi, membro della segreteria nazionale del PCI e responsabile del mezzogiorno, il quale ha ricondotto alla sintesi il dibattito. Dai problemi legati alla crescente emigrazione che investe il sud ed in generale l’Italia, alla lotta per la sanità pubblica e gratuita, dalla mancanza di lavoro e di prospettive per i giovani, fino all’ipocrisia di un governo antipopolare che sembra curarsi soltanto degli interessi dei potenti, il tutto sembra legato da un filo rosso che vede la storica battaglia dei comunisti, per la realizzazione di una società profondamente rivoluzionata e giusta, più attuale che mai. I lavori si sono quindi conclusi con l’elezione all’unanimità del compagno Francesco Stilo come segretario provinciale della FGCI e dei componenti della segreteria Francesco Villì di Polistena e Ivan Albanese di Siderno.