A Messina la presentazione del libro dedicato a Monsignor Letterio D’Arrigo

img-20161123-wa0038Sabato 26 Novembre, alle ore 10:00 il Seminario Arcivescovile di Messina, ospiterà la presentazione del libro dedicato a Monsignor Letterio D’Arrigo, ”Rimango a Messia, non andate via” scritto da Carmelo Miceli ed edito dalla casa editrice EDAS, che fa parte della collana Messina e la sua Storia del professore Franz Riccobono. Saranno presenti Mons.Cesare Di Pietro,Rettore del Seminario Arcivescovile, il primo cittadino di Itala il sindaco Antonino Crisafulli che ricorderà il natio paese di Mons. D’Arrigo. La presentazione del libro sarà curata dal professore Raffaele Manduca, docente di storia moderna dell’università di Messina. Interverranno i professori Antonio Baglio, Dario De Pasquale la Dottoressa Melina Prestipino. La presentazione sarà allietata dalla corale “Resonare Christum” diretta da padre Giuseppe Di Stefano. Dopo presentazione del libro sarà intitolata a Mons. Letterio D’Arrigo il salone parlatorio.
“Rimango a Messina – non andate via”scritto da Carmelo Miceli.
La struggente storia dell’ Arcivescovo di Messina Mons. Letterio D’Arrigo nato nel 1849 a Itala in provincia di Messina. La sua vita a cavallo il XIX e il XX sec. sarà travolta del sisma del 28 dicembre 1908 che renderà Messina una desolata necropoli. Lui si salva nel palazzo episcopio che crollato in parte seppellirà quasi tutti i seminaristi. Messina prima del terremoto viveva  un florido sviluppo e nel contempo la massoneria e i gruppi anticlericali seminavano idee contro la chiesa locale. Mons. Letterio D’Arrigo, nel momento in cui fu elevato alla dignità di Arcivescovo e Archimandrita di Messina, non fu subito accolto dalle classi aristocratiche della città. Tale rifiuto seminò diverse calunnie nei suoi confronti che non cessarono nemmeno durante il tremendo terremoto accusandolo di aver lasciato la città. Vivo in mezzo ai morti nell’alba del 28 dicembre del 1908 diviene il salvatore dei superstiti e di ciò che era rimasto della città. Le cronache del tempo lo osannarono come “l’angelo del terremoto” che seppe dare consolazione ai suoi concittadini difendendone tutti i diritti.