Una significativa mostra fra scienza e fede al Liceo delle Scienze Umane “Pitagora”

foto-della-classe-col-tutor-prof-franco-de-nittisSi è inaugurata venerdì 21 al Liceo delle Scienze Umane “Pitagora” un’interessante mostra dal titolo “Genetica e natura umana nello sguardo di Jerome Lejeune”, organizzata dagli studenti della classe IV AU nell’ambito delle iniziative riguardanti i progetti di alternanza scuola/lavoro, previsti dalla legge n°107 del 2015, e coordinata dai tutor prof. Franco De Nittis e prof. Vincenzo Ripa. I lavori sono stati aperti dal dirigente scolastico prof. Leonardo Giordano, che con la sua elevata sensibilità, professionalità e lungimiranza s’impegna quotidianamente a valorizzare gli studenti, concepiti come importanti risorse umane per il rilancio socio-economico di un territorio, che li dovrebbe vedere come protagonisti in positivo e non come emigranti, così come succede negli ultimi tempi. Lo stesso prof. Leonardo Giordano ha sottolineato come l’Istituto scolastico da lui diretto si propone di costituire un punto di riferimento culturale e civico per tutto il comprensorio, poiché è suo intento il promuovere progetti dalla precipua finalità di creare importanti opportunità lavorative. Molto lodevole è l’impegno degli studenti della IV AU (Elena Benedetto, Michela Benedetto, Immacolata Bevilacqua, Mariangela Bianco, Antonella Pia Castellucci, Françoise D’Alessandro, Martina De Palma, Grazia Dimarno, Antonia Fanuzzi, Tania Granito, Ilaria Lasala, Iden Lena, Marika Marrese, Marianna Paolicelli, Francesca Rago, Alessandro Ragone, Mariapia Santarcangelo, Giulia Sarandria, Rossana Savoia, Maria Pia Verardi, Bianca Viccari, Nicola Vitale), i quali, dapprima hanno approfondito gli studi sulla carriera scientifica dello scienziato francese ed in seguito grazie all’apporto dei loro tutors hanno elaborato nei pannelli espositivi il risultato della loro alacre attività esplicata in qualità di steward e hostess ai numerosi avventori della manifestazione. A tal proposito degni di menzione sono stati alcuni loro interventi: “Una bella esperienza, – ha chiosato Bianca Viccari – perché ci ha fatto capire il diverso, che alla fine è uguale a noi”; “Esperimento da ripetere – ha sottolineato Maria Pia Verardi – per il risalto degli aspetti umani nell’auspicio di assistere in futuro ad un processo di maggiore integrazione, dato le enormi capacità degli individui down a tutt’oggi sottovalutate”. Molto toccante la dichiarazione di Marianna Paolicelli: “Chi siamo noi per decidere se un bambino affetto da siffatte patologie debba vivere o morire?”, un’affermazione lucida e matura di una studentessa, che dovrebbe fare riflettere tutta l’umanità sull’incommensurabile valore della vita.

Foti Rodrigo