“Sanità negata a Reggio Calabria”, su Reumatologia ed Ostetricia il dott. Scaffidi replica al delegato del Sindaco

“Sanità negata a Reggio Calabria”, su Reumatologia ed Ostetricia continuano le polemiche

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In merito alla vicenda dei posti letto di Reumatologia ed Ostetricia leggo la presa di posizione del delegato alla sanità del Sindaco, dott. Valerio Misefari, secondo il quale basta una lettera per assolvere al compito di tutela dei Cittadini a fronte di una gravissima scelta compiuta contro la nostra Cittadinanza. A mio parere –  afferma, in una nota, il Segretario Aziendale AO di Reggio Calabria e Consigliere nazionale ANAAO-ASSOMED, dott. Gianluigi Scaffidi - sulla scia di quanto realizzato da sindaci di comuni ben più piccoli del nostro (Trebisacce, Praia a Mare) che hanno ottenuto la correzione dei decreti in sede giudiziaria, occorreva adire la giustizia amministrativa per correggere il decreto e non scrivere la letterina dei mendicanti atteso che, a quanto dice il dg Benedetto, egli aveva già manifestato contrarietà alle scellerate scelte adottate dai commissari, i quali avevano perseverato pur se messi sull’avviso (?) del loro errore. Ergo la letterina non è lo strumento adatto ad interloquire con i carnefici della nostra sanità specie laddove si travalicano leggi e si pongono condizioni per l’accadimento di eventi avversi (v. Ostetricia)“.

reggio-calabria-ospedale-morelli-dueLa prima risposta di Misefari alla richiesta di ricorso in sede amministrativa fu che non vi era tempo e  - prosegue Scaffidisuccessivamente, precisò che non vi erano soldi nelle casse comunali per il ricorso. Peccato che nella pagina accanto a quella in cui campeggia la risposta di Misefari vi sia notizia di una consulenza esterna per 15 mila euro a fronte della  dichiarazioni del sindaco che non si sarebbe mai avvalso di consulenti esterni. Il dottor Valerio Misefari è stato un professionista di grandissimo valore che ha contribuito, con il suo lavoro, a portare l’Ospedale di Reggio ad altissimi livelli nell’ambito dei trapianti. Dispiace vedere che interpreta malissimo il ruolo di consigliere comunale per di più delegato alla sanità, settore in cui è veramente esperto. Un delegato alla sanità, infatti, non ha bisogno di essere informato da altri su fatti così gravi ma dovrebbe, nel rispetto dell’incarico, documentarsi attraverso gli atti pubblici fruibili in tempo reale sul web“.

convenzione-ospedale6Il decreto in questione è stato pubblicato in data 6 Luglio sul web istituzionale della Regione e tralascio di citargli le note inviate al Sindaco, in merito alla questione, dallo scrivente in data 19 Luglio con sollecito dell’ 1 Settembre. Evidentemente vi è un difetto di comunicazione tra Sindaco e delegato alla sanità anche se – ripeto – basterebbe leggere il sito ufficiale della Regione per venire a conoscenza delle scelleratezze compiute dai commissari e non solo contro il nostro Ospedale. Caro amico mio, delegato del Sindaco, i diritti di cittadinanza si difendono con la politica quando le scelte, ancorchè sbagliate restano nei limiti del lecito ma si difendono nelle aule di Tribunale, con i ricorsi, quando le scelte non solo sono illogiche e sbagliate ma travalicano, come nei casi rappresentati, anche i limiti della liceità. Poiché ritengo la situazione di Ostetricia gravissima evidenzio che a fronte dei 156 posti letto preesistenti per espletare n. 4921 parti (anno 2014) oggi i commissari assegnano all’area Sud di Reggio e provincia n. 90 posti letto (40 all’AO di Reggio, 30 all’Ospedale di Locri e 20 all’Ospedale di Polistena) cioè oltre il 40% in meno per lo stesso carico di lavoro. E tutto ciò per favorire due cliniche private, in piena violazione del principio che il privato integra le carenze del pubblico, che non vogliono più occuparsi di Ostetricia. Non aggiungerei altro se la situazione rappresentata non fosse ancora più grave. Infatti a seguito di visita ispettiva da parte della competente commissione di verifica sui punti nascita, richiesta dai commissari governativi, sono state tratte le seguenti testuali conclusioni: 

  • Punto nascita Azienda ospedaliera di Reggio Calabria

<<Le criticità sopra riportate fanno sì che il Punto Nascita dell’ A.O. Bianchi-Melacrino- Morelli di Reggio Calabria necessita di essere adeguato a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 15 dicembre 2010, da un punto di vista strutturale, impiantistico, organizzativo e tecnologico. Si da comunque atto che è in corso un processo di ristrutturazione>>.

  •  Punto nascita Ospedale di Locri

<<Pertanto, le criticità sopra riportate fanno sì che il Punto Nascita del P,O. di Locri necessita di essere adeguato a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010>>.

  •  Punto nascita Ospedale di Polistena

<<Le criticità rilevate, non solo a livello strutturale, ma anche correlate alle esigenze organizzative delle UU.OO. (personale non sufficiente per i carichi di lavoro della neonatologia e anestesia) e relative alla disponibilità delle necessarie apparecchiature tecnologiche, fanno sì che it Punto Nascita de! P.O. di Polistena non è conforme a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010>>.

 Gli stessi commissari che hanno redatto il decreto n. 64/2016 erano e sono, ovviamente, perfettamente al corrente anche di queste gravi irregolarità ma cio’ nonostante non hanno esitato a diminuire di oltre il 40% il numero dei posti letto di Ostetricia a Reggio e provincia. Di fronte a tali comportamenti il dg dell’Azienda ospedaliera manifesta contrarietà a parole, del commissario dell’ASP non si conosce la posizione in merito, il Presidente Oliverio tace così come il suo delegato alla sanità (figura che, in Calabria sembra divenuta indispensabile non per migliorare la conoscenza delle cose ma per scaricarsi dalle responsabilità) il Sindaco delega il delegato che fa la letterina e reputa la vicenda Reumatologia ed Ostetricia “una svista”. Tutto molto bello, tutto molto mediatico, tutto molto compassato, tutto molto inefficace. Io reputo, invece, la vicenda Ostetricia un crimine per le motivazioni finora rappresentate ed uso una parola forte per evitare che di ciò ci si debba occupare, come spesso accade, solo dopo qualche decesso. Ecco perché, nel breve, al di là del periodo della conoscenza dei fatti, delle letterine, delle “manifeste contrarietà” verbali nonché della definizione di “sviste” attribuita ad atti scellerati  compiuti in piena consapevolezza invierò un esposto alla Procura della Repubblica. Non è più tempo di prendere in giro i Cittadini scherzando sulla corretta e dovuta tutela della loro salute” conclude Scaffidi.