“Sanità negata a Reggio Calabria”, non solo Reumatologia: situazione drammatica per Ostetricia, se anche partorire diventa un’impresa… [DATI]

LaPresse/ Adriana Sapone

LaPresse/ Adriana Sapone

“Gentile Direttore, 

ciò che fino a ieri (e da ben tre mesi) costituiva motivo di indifferenza se non fastidio per il dg dell’Azienda ospedaliera oggi, solo dopo il puntuale ed encomiabile disvelamento della vicenda da parte di Strettoweb,  è divenuta la sua battaglia. Ne prendo atto in attesa di vedere ancora i documenti formali attestanti la “manifesta contrarietà” del dg alla scomparsa di Reumatologia”. Lo afferma in una nota il Segretario Aziendale AO di Reggio Calabria e Consigliere nazionale ANAAO-ASSOMED Dr. Gianluigi Scaffidi.

Al fine di mettere in guardia i Cittadini e le Istituzioni (che comunque dimostrano TUTTE di non avere alcun interesse) dalla sterile pantomima avviata riguardante la “ricerca di soluzioni affidate ai commissari ed a Roma” preciso che occorrono non più di cinque minuti per redigere l’unica soluzione possibile e mezz’ora per pubblicare il decreto commissariale di modifica del dca n. 64/2016. 

La soluzione, condivisa da Apmar, consiste nell’assegnazione di 10 posti letto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria portando in decremento da 40 a  30 i posti letto della casa di cura di Cotronei laddove non fosse possibile superare il numero di 50 posti letto complessivo per la specialità Reumatologia in Calabria o, in alternativa, assegnare 10 posti letto all’Azienda indipendentemente dal numero di quelli già assegnati alla casa di cura di Cotronei. Tertium non datur. 

Per inciso, il richiamo costante al rispetto del volere di Roma da parte del dg mi sembra funzioni a giorni alterni in quanto Roma (il Governo) ha emanato, da tempo, una legge più che nota che vieta di assegnare incarichi pubblici (tipo direttore amministrativo delle Aziende ospedaliere) per più di un anno ed a titolo gratuito a soggetti in pensione. Il dg, invece, lo ha assegnato per la durata di tre anni al suo direttore amministrativo. Ma questa è un’altra storia su cui, come è noto, sta indagando la Procura della Repubblica. 

Temo, piuttosto, che polarizzata la vicenda sulla Reumatologia cada l’attenzione sulla vicenda della chiusura dei punti nascita che, oltre a creare disagio sociale è fortemente pericolosa per la vita di madri e neonati. Pertanto, di seguito raffronto i numeri ante decreto n. 64 e quelli post riassetto. 

Prima del dca n. 64 esistevano: 

  • n. 40 posti letto all’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria con un totale di parti nel 2014 pari a 2019
  • n.30 posti letto all’Ospedale di Locri con un totale di parti nel 2014 pari a 708
  • n. 20 posti letto all’Ospedale di Polistena con un totale di parti nel 2014 pari a 659
  • n. 33 posti letto alla Casa di cura Villa Aurora con un totale di parti nel 2014 pari a769
  • n. 33 posti letto alla Casa di cura Villa Elisa con un totale di parti nel 2014 pari a 766

Quindi nell’Area Sud, corrispondente a Reggio e provincia esistevano n. 156 posti letto per un totale di 4921 parti (dato riferito all’anno 2014). Con il dca n. 64/2016 i posti letto di Ostetricia e Ginecologia sono stati distribuiti per come segue: 

  • n. 40 all’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria
  • n. 30 all’Ospedale di Locri
  • n. 30 all’Ospedale di Polistena
  • n. Zero a Villa Aurora
  • n. Zero a Villa Elisa

Ne risulta un totale di 100 posti letto (cioè più di un terzo in meno rispetto a prima) per svolgere lo stesso carico di lavoro. 

La situazione descritta rappresenta già di per sé la scellerata scelta della diminuzione dei posti letto per andare incontro alle esigenze del privato che non intende più garantire questa onerosa attività. Peccato che il principio generale del nostro Paese, in sanità, sia quello che il privato debba integrare le carenze del pubblico e non viceversa. Ma i commissari e Roma hanno altre “vedute” nel silenzio del Presidente Oliverio, del Sindaco Falcomatà e del dg dell’Azienda ospedaliera che “manifesta contrarietà” a parole. 

Non vi sarebbe nulla da aggiungere se la situazione rappresentata non fosse ancora più grave. Infatti a seguito di visita ispettiva da parte della competente commissione di verifica sui punti nascita, richiesta dai commissari governativi, sono state tratte le seguenti testuali conclusioni: 

  • Punto nascita Azienda ospedaliera di Reggio Calabria

<<Le criticità sopra riportate fanno sì che il Punto Nascita dell’ A.O. Bianchi-Melacrino- Morelli di Reggio Calabria necessita di essere adeguato a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 15 dicembre 2010, da un punto di vista strutturale, impiantistico, organizzativo e tecnologico. Si da comunque atto che è in corso un processo di ristrutturazione>>. 

  • Punto nascita Ospedale di Locri

<<Pertanto, le criticità sopra riportate fanno sì che il Punto Nascita del P,O. di Locri necessita di essere adeguato a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010>>. 

  • Punto nascita Ospedale di Polistena

<<Le criticità rilevate, non solo a livello strutturale, ma anche correlate alle esigenze organizzative delle UU.OO. (personale non sufficiente per i carichi di lavoro della neonatologia e anestesia) e relative alla disponibilità delle necessarie apparecchiature tecnologiche, fanno sì che it Punto Nascita de! P.O. di Polistena non è conforme a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010>>. 

E’ evidente che, persistendo il silenzio delle Istituzioni e di quanti avrebbero il dovere d’ufficio di adoperarsi in merito, mi rivolgerò, con molta tristezza all’Autorità Giudiziaria. Dico con molta tristezza perché ritengo disgraziatissimi i Cittadini di una Regione e di una Città che sono obbligati a chiedere alla Magistratura un’ attività di supplenza politica ed amministrativa. Mi rifiuto, infine, di commentare la posizione del delegato del Sindaco di Reggio Calabria per cui, relativamente al ricorso al TAR,  in un primo comunicato “non c’era il tempo” e nella successiva precisazione “non ci sono i soldi”. La posizione espressa si commenta da sé.

Cordiali saluti.