Renzi a Messina, Reset: “non vogliamo le briciole, questi soldi vadano al Ponte e ai progetti seri”

messina dall'alto foto“Non sappiamo se siamo controcorrente o se siamo semplicemente più attenti di altri ma vogliamo ribadire un concetto che ci sta molto a cuore: se da un lato è certamente positivo che in un territorio alla fame come il nostro si  spenderanno somme importanti grazie al “Masterplan” dall’altro l’assenza di una “visione” renderà impossibile, anche qualora gli interventi previsti venissero realizzati, creare reale sviluppo economico, sociale e culturale”. Lo afferma in una nota il Rappresentante di Reset, Alessandro Tinaglia.

“Sappiamo che in molti gioiscono per il solo fatto di essere l’ultima città metropolitana in Italia ad avere delle somme da spendere ma noi continuiamo a dire che è folle farlo senza un modello di sviluppo chiaro. Leggere il comunicato del Sindaco che prova a riprendersi la scena elencando progetti ed iniziative la cui schizofrenia sarebbe chiara anche ad un bambino di 3 anni ci obbliga, anche se fuori dal coro in una città provonciale ammaliata dall’evento mediatico, a ribadire come gli oltre 300 milioni, riservati dal “masterplan” alla città metropolitana, non produrranno alcunché finché non saranno propedeutici alla realizzazione di una cornice di sviluppo unica”.

“Cornice oggi inesistente! Evidentemente non è chiaro che pagheremo in modo salatissimo questa “miopia” e invece di dare opportunità ai nostri giovani ne favoriremo la fuga. In fondo se metti assieme un’accozzaglia di progetti senza senso ed esulti solo perché sono finanziati dimostri di non avere capito nulla. Chi, oggi, non lo dice sarà responsabile, dell’ennesimo disastro annunciato, domani. Continuità territoriale, Ponte, Aeroporti, Ferrovie e Portualità sono i grandi temi che possono ridare centralità a Messina, ed a tutta l’area dello Stretto, in un contesto internazionale”.

“Chi vuole prendersi le molliche lo faccia pure, noi chiediamo invece che il nostro  territorio abbia pari dignità ed attenzione di quelli nei quali, solo per fare un esempio, Rfi, invece di dismettere, investirà oltre 90 miliardi di euro nei prossimi anni. Perché 4 di quei miliardi non vengono investiti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto ed un miliardo per le opere connesse e mitigative? Per parte di quelle risorse Rfi non le investe nel meridione per alta velocità e, soprattutto alta capacità, senza le quali i nostri porti non saranno mai concorrenziali perché isolati dal resto d’Europa?”

“Nel ringraziare, quindi, il Premier per l’attenzione riservata anche a Messina, chiarendo come l’assenza si un modello di sviluppo sia responsabilità della politica locale e non certo di quella nazionale, sarebbe l’ora che i Messinesi cominciassero a sentirsi Cittadini Italiani reclamando oltre alle molliche, “concesse” a tutti, anche quei diritti costituzionali per troppi anni disattesi. Insomma che la Costituzione, qualunque cosa democraticamente decideranno gli italiani  il 4dicembre, venga finalmente attuata sul serio! reset c’è”