Reggio Calabria, un lettore scrive a StrettoWeb: “Crotone dice no all’hub per l’accoglienza dei migranti, la città tace”

migranti-reggio-11Di seguito la lettera integrale di un lettore di StrettoWeb, F. Amato, sul porto di Reggio Calabria ed i migranti:

Il porto di Reggio Calabria ha un vocazione turistica. Questo significa possibilità di sviluppo delle attività diportistiche e commerciali nell’area urbana interessata che, con il valore aggiunto dell’approdo di navi da crociera, fornirebbe, se mai questa vocazione fosse perseguita, un impatto economico notevole e di qualità sull’intera città e su tutte le aree costiere della città metropolitana. Le precedenti Amministrazioni Scopelliti e Arena fornirono una chiara impronta di ciò che sarebbe dovuto diventare il Porto reggino pensato in una città di mare. L’impegno profuso in quegli anni giunse all’attivazione del Tavolo tecnico tra le istituzioni interessate per l’elaborazione delle linee guida di sviluppo dell’area portuale, con pontili galleggianti, l’approdo portuale adeguato alla crocieristica, il mercato ittico. Tutti traguardi, tracciati ed in divenire, di una strategia chiara ed incisiva, che vedeva nella navigazione da diporto il fulcro dello sviluppo turistico delle aree costiere reggine, anche in chiave di riorganizzazione dei rapporti tra il mare e le aree interne e marginali della città metropolitana. Il nostro Porto era considerato, nelle intenzioni delle Amministrazioni precedenti, quale “porta d’ingresso” verso un mondo da scoprire, ricco di storia e cultura,  si pensi all’immenso patrimonio di beni archeologici conservati nel Museo Nazionale della Magna Grecia e anche disseminato nel tessuto urbano esterno, alle aree d’interesse naturalistico che ricadono nell’asse costiero e aspromontano, capaci tutte insieme di offrire ai visitatori, grazie a percorsi studiati esperienze piacevoli e culturalmente significative.  Una visione di Città lungimirante emerse in quegli anni che, se fosse ripresa e portata a compimento, renderebbe negli anni a venire la città innovativa e competitiva nello scenario turistico del mediterraneo. Quell’impegno costante, virtuoso e determinato fu bruscamente interrotto dalle note vicende giudiziarie su cui si costruiscono le carriere politiche attuali e la scalata al potere del PD in città e alla Regione. A quella visione d’insieme della città fa infatti da contraltare oggi la “navigazione a vista” dell’attuale Amministrazione Falcomatà che sta passivamente assistendo al conseguimento per il nostro Porto del ruolo di HUB d’accoglienza profughi (accanto alla paventata e concreta ipotesi di trasferire il traffico gommato da Villa a Reggio mai del tutto smentita con decisione). Paradossalmente la Regione Calabria a breve pubblicherà una delibera che include un bando di 54 milioni per i 5 “porti nazionali”, ovvero Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone, Villa San Giovanni e Corigliano Calabro con finanziamenti che provengono sia dal FSC Fondo per lo sviluppo e la coesione  sia dal POR Programma operativo regionale), e serviranno per interventi di ristrutturazione e manutenzione delle banchine e la loro messa in sicurezza, con l’obiettivo dichiarato di aumentare i posti barca in chiave turistica e commerciale. Mentre Reggio subisce, tace e contrappone il mutismo del Sindaco Falcomatà, l’Amministrazione Comunale di Crotone, con coerenza ed intelligenza, dice no all’Hub per l’accoglienza dei migranti. Il progetto prevede sulla banchina un’imponente struttura su due piani che andrebbe ad occupare un’area di oltre 2000 metri quadrati da realizzare a ridosso della zona che (da loro) è stata riservata all’accoglienza delle crociere. Gli Amministratori crotonesi hanno fatto notare (alla presenza del Prefetto, del Questore, del Comandante della Capitaneria di Porto e del referente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro), come questa scelta “minerebbe qualsiasi possibilità di sviluppo turistico del porto di Crotone, che vedrebbe crescere a dismisura il numero di sbarchi.” Affermano infatti a chiare lettere in un comunicato stampa che “non è condivisibile la scelta rispetto alle prospettive della città”, ribadendo con forza che quella parte del porto sarà dedicata, così come previsto dalla bozza di piano regolatore, allo sviluppo turistico ed in modo particolare all’attività diportistica e crocieristica. “Con queste scelte si sta compromettendo sia il porto che il suo waterfront”, affermano, “Crotone è una delle poche città in Italia a poter vantare un porto proprio nel centro città, ma con queste decisioni si rischia di trasformare quello che è un vantaggio competitivo in termini turistici, in un vero e proprio freno allo sviluppo”. Molto bene, queste stesse testuali parole, le vorremmo sentir pronunciare, nelle sedi opportune, dal Sindaco Falcomatà per la città di Reggio Calabria “ con queste decisioni si rischia di trasformare quello che è un vantaggio competitivo in termini turistici, in un vero e proprio freno allo sviluppo”.