Reggio Calabria, UIL FPL: “Hospice rischia il collasso, tutto colpa del management”

Ecco la lettera aperta riguardo la situazione in cui verte la Fondazione “Via delle Stelle” di Reggio Calabria, scritta dal segretario Regionale UIL FPL

Ihospicel Segretario Regionale UIL FPL Nuccio Azzarà, ha inviato una lettera aperta riguardo la situazione in cui verte La Fondazione “Via delle Stelle al Presidente della Giunta Regionale Dr. Mario Oliverio Regione Calabria, al Commissario Straordinario Dr. Giacomino Brancati ASP Reggio Calabria, al Presidente del Tribunale Reggio Calabria, alla Procura della Repubblica Reggio Calabria, Alla Procura della Repubblica Catanzaro, Al Commissario ad Acta per il PdR Ing. Massimo Scura , Al Direttore Dipartimento Salute  Prof. Riccardo Fatarell  Regione Calabria

Oggetto: Art. 25 del codice civile – controllo e vigilanza sull’amministrazione della Fondazione “Via delle Stelle” con sede a Reggio Calabria in via delle Camelie snc.

“Facciamo seguito e riferimento alla nostra lettera prot. n° 367 del 12 settembre u.s.(che si invia in allegato), parte integrante della presente nota, rimasta finora senza riscontro”.

La Fondazione “Via delle Stelle” versa in uno stato evidente di squilibrio economico-finanziario causato probabilmente da una non adeguata valutazione di eventi avvenuti nel corso della sua vita oltre che dall’assenza di meccanismi di controllo sul suo stato di salute competenza dell’ASP di Reggio Calabria. L’attuale management potrebbe aver mal interpretato o sottovalutato una serie di sintomi premonitori che inevitabilmente hanno portato la Fondazione alla stato di crisi”.

Non registriamo da parte del management iniziative volte ad intraprendere un progetto di risanamento, inteso come insieme di logiche da porre in essere e di strumenti da adottare al fine di risanare l’azienda “Hospice” e portarla dallo stato patologico di crisi a quello fisiologico di sviluppo.  

Riteniamo che solo una attenta analisi delle cause alla base della crisi possa favorire una corretta diagnosi delle problematiche e permettere una precisa tracciatura delle strategie da porre in essere con individuazione di obiettivi, tempistiche, politiche ed interventi.  

Le cause della crisi potrebbero avere natura soggettiva e di conseguenza ricercate nel comportamento dei soggetti protagonisti della vita della Fondazione (management) visti come fonte unica e protagonisti del successo e dell’insuccesso, la cui sostituzione potrebbe risolvere la situazione di deficienza e le cui inefficienze, comportamenti ed incapacità possono rappresentare la causa prevalente.

In buona sostanza, il vertice aziendale è quasi sempre coinvolto da una crisi e dal suo successivo risanamento. Infatti, un “bad management” rappresenta la causa di tutti i problemi aziendali: pensiamo ad una composizione inadeguata del management, ad un inefficace controllo degli aspetti finanziari, o alla gestione delle risorse, ad una gestione troppo onerosa se paragonata agli obiettivi da raggiungere ed ai risultati ottenuti, ad una insufficiente capacità organizzativa.

Per questi motivi ci preme insistere affinché l’Autorità governativa attivi senza indugio i poteri di controllo e vigilanza sull’Amministrazione della Fondazione “Via delle Stelle” ponendo in essere l’eventuale rimozione dell’attuale management, prima che lo stato di crisi divenga irreversibile a discapito di tutti gli stakeholders compresi gli oltre cinquanta dipendenti.

L’intervento dell’Autorità governativa è reso ancor di più insopprimibile per il fatto che la Fondazione opera da diversi anni priva del suo elemento fondamentale: il “Patrimonio”, sulla base del quale la Fondazione medesima ha ottenuto il riconoscimento giuridico e quindi la responsabilità limitata.  

D’altro canto non si comprende come possa venire ripristinato un Patrimonio, eroso dalle perdite di gestione, considerato che i soci “Fondatori” non hanno risorse o addirittura non possono per legge destinare risorse finanziarie a copertura di perdite di esercizio: è il caso dei soci “fondatori”  Comune e Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria (si vedano in tal senso varie deliberazioni della Corte dei Conti e sentenze del TAR).

In definitiva, questo Sindacato chiede l’intervento della Regione Calabria non solo al fine di salvaguardare un bene prezioso per la collettività, quale è l’Hospice, ma anche per  monitorare l’utilizzo che si fa del denaro pubblico ed evitare che anche questa realtà dove si intrecciano sinergie tra pubblico e privato diventi l’ennesimo fallimento.

Sicuri della Sua sensibilità su questi temi, La ringraziamo per quanto andrà a disporre e  porgiamo i più cordiali saluti.