Reggio Calabria: Officina Lab tenta di rilanciare la stagione teatrale del Cilea

Officina Lab rilancerà la stagione teatrale del Cilea di Reggio Calabria

officinaIl laboratorio di teatro è un luogo di creazione dove ogni partecipante è un artigiano che mette in gioco i propri strumenti per affinarli. Da qui parte la compagnia artistica Officina dell’arte che, sempre alla ricerca di nuovi talenti, in questi mesi ha creato “Officina Lab”, un vivaio di “vecchie” e nuove figure del panorama reggino che hanno deciso di concorrere alla crescita del teatro in città. Un modo diverso di stare in gruppo, di stare e condividere emozioni insieme, un luogo di confronto e di ri-scoperta delle proprie potenzialità creative, attraverso una disciplina rigorosa ma ludica, diversificata e non imposta, che tiene conto della ricchezza delle molteplicità espressive dei singoli allievi. “Officina Lab – spiega l’attore Peppe Piromalli – è un percorso, quindi, che vale più di ogni narcisistico e vuoto desiderio di apparire, un viaggio che non ha l’ansia indotta di arrivare. E’ un laboratorio, una fucina, un crogiuolo di forze, un luogo per sperimentare con naturale lentezza l’arte atavica del teatro, inteso come istintivo desiderio di raccontare, ripercorrere, rivivere, richiamare. Il teatro è libertà, è sensazione, è sognare e creare realtà, è vita. E l’Officina Lab non è altro che quel luogo dove far confluire i pensieri di un’educazione moderna basata sulla libertà creativa e sull’affermazione dell’identità”.

Le new entry, quattro giovani attori (alcuni studenti universitari) saranno protagoniste nella prossima commedia “Tre….il sequel”, la continuazione della prima pièce presentata ad inizio stagione scorsa dalla compagnia Officina e in scena in due atti al teatro “Cilea” il 19 Novembre.

“Il nucleo centrale dell’Officina Lab è la convivenza e l’unione di due “mondi teatrali”, i veterani e le nuove forze di giovani che vorrebbero diventare bravi attori, che hanno saputo integrarsi e interagire – spiega l’attore Antonio Malaspina – Abbiamo voluto mettere dei primi tasselli per costruire le basi di un futuro artistico in cui vengano custodite le parole e restituito al pubblico il piacere di vivere il teatro. Per sognare e creare nuove realtà è necessario forgiare il nostro tempo modellando il presente: è questo il momento per farlo. Il regista teatrale Peter Brook diceva: “Non pensare a quello che devi fare, fallo”. L’Officina dell’arte lo ha preso letteralmente in parola creando un laboratorio di menti per non far morire in città  e non solo, il teatro divulgando il suo verbo il più possibile specialmente tra le nuove generazioni”.