Reggio Calabria, lettera aperta all’assessore Marino

palazzo san giorgio (2)Di seguito la lettera aperta dell’associazione genitori di bambini e adulti disabili al dott.  G. Marino, assessore al welfare e alle politiche comunitarie di Reggio Calabria:

“Assessore Marino, perché non ci riceve e non risponde nemmeno alle nostre ripetute richieste di appuntamento? Eh si, proprio così … sembra strano che un assessore al welfare, così attento al benessere dei cittadini più deboli, non si degni di rispondere ad una associazione che da anni lavora a tutela dei disabili!!!  E che per qualche mese ha collaborato a stretto gomito con il suo assessorato. Sicuramente gli impegni di un assessore sono tanti. Abbiamo tutti letto le interviste  rilasciate ai giornali, alle radio e alle televisioni in merito all’avvio (o al tentativo di avvio) del servizio di assistenza educativa, nelle scuole dell’infanzia , primarie e secondarie di primo grado. Comunque non è questo il problema, la nostra Associazione (A.GE.DI. onlus) non è qui per fare polemica. E’ nostro interesse, come familiari di persone disabili,  che il servizio parta e che sia mantenuta la qualità di sempre, senza mai perdere di vista che si tratta di un supporto dovuto per legge agli alunni disabili (L.E.A.). Si, ci sono anche i lavoratori da tutelare, ma, ci permettiamo di dire, che la centralità non sono loro, sono “soprattutto” i diritti/bisogni delle persone disabili. Del resto abbiamo, come l’assessore ricorderà senz’altro, dato il nostro contributo quando siamo stati interpellati. Contributo del tutto disinteressato, avendo noi rinunciato alla proroga del servizio di assistenza socio educativa nelle scuole, offerta e sollecitata dallo stesso Marino, a causa dell’introduzione della nuova legge sul lavoro. Caro Assessore, però, non esiste solo il servizio scolastico, se Lei ci avesse dato udienza, avremmo voluto fare il punto della situazione sui servizi alle persone disabili,  che il Comune deve erogare.

Visto che non ha tempo per noi, lo facciamo attraverso i giornali.

  1. SERVIZIO TRASPORTO :  questo servizio, saprà bene, è fermo dai tempi dei commissari. Sono state indette due gare,  ma la cifra messa a bando era talmente inadeguata che, nonostante la profonda crisi economica che stiamo vivendo, specie al Sud, queste sono andate deserte. Il Comune non ha nemmeno provveduto a fornire alle famiglie i nomi di ditte accreditate al trasporto delle persone disabili.  Pertanto le pochissime, forse le uniche due, ditte che effettuano questo lavoro, possono imporre dei prezzi, senza che il Comune abbia la possibilità di fare da calmiere.  Tutto ciò con grave danno economico per le famiglie. Ma al danno economico si aggiunge la  beffa, la tragedia che alcune famiglie vivono. Alcune persone disabili che vivono in zone di estrema periferia non coperte dal servizio privato, sono costretti a rimanere a casa, isolati, senza avere la possibilità di frequentare la scuola (dell’obbligo) e/o i centri socio-educativi.  Se il servizio fosse, come dovrebbe, gestito dal Comune, ciò non accadrebbe, come non è accaduto in passato. Lasciare una persona disabile in un isolamento  “coatto” è una cosa gravissima, significa –non ci stancheremo mai di dirlo- farlo peggiorare, negargli la possibilità di vivere come i suoi fratelli più fortunati. Si tratta di discriminazioni inaccettabili!!!!  Ma tutto questo non sembra interessare coloro i quali sono tenuti  -per legge- a farsi carico  del problema. Certo abbiamo tutta la loro solidarietà, diciamo  “liquida”, non certo quella “solida”!!!
  2. SPORT:  anche questo anno sportivo è iniziato con la speranza che  a breve la struttura di Parco Caserta, piscina compresa, verrà restituita alla città.  Dobbiamo crederci??? Lo scorso anno abbiamo creduto, ma invano, ma si sa …. spes ultima dea. Purtroppo chi, tra le persone disabili, vuole praticare, ad esempio,  il nuoto , deve accontentarsi di piscine non adeguate, visto che quelle comunali, sono inagibili. Eppure è noto quanto sia utile lo sport per tutti, specie per le persona disabili.
  3. AUSILIOTECA: nota dolentissima,  con bando europeo (PIC URBAN 2001) l’A.GE.DI si è aggiudicata la gara di assegnazione della struttura per la realizzazione del progetto. Per questo si è dovuta impegnare anche economicamente. Il progetto è attualmente fermo per problemi burocratici  legati ad un contenzioso tra il Comune e la ditta appaltatrice . Abbiamo fatto richiesta dei locali che ci erano stati assegnati, ma anche questo …. invano.
  4. DOPO DI NOI: la cosa che più angoscia i familiari di persone disabili è, senza ombra di dubbio, il DOPO DI NOI.  Su questo argomento molto potrebbe e dovrebbe fare il Comune, ma sul fronte della disabilità adulta,  il silenzio è totale. I servizi destinati agli adulti disabili sono, tranne qualche rara eccezione, quasi inesistenti e si limitano a qualche ora alla settimana di servizio domiciliare. I pochi centri che esistono e che sono accreditati sono sovraffollati, hanno lunghe liste di attesa e non sono specializzate per alcune patologie.

Egregio dottore Marino, non basta che ci ripetiate che il Comune non ha soldi, che ha ereditato una gestione scellerata della cosa pubblica. Perché noi non ne facciamo una questione politica. I nostri parenti disabili e noi abbiamo sempre pagato tasse, contributi e balzelli vari, senza battere ciglio.  Cosa direbbe il signor Sindaco e Lei se, quando ci arrivano i bollettini da pagare, vi mandassimo una mail per dire: poiché il Comune non assiste, come previsto per legge, i nostri figli disabili;  poiché non assicura i loro diritti primari,  costringendo  noi familiari a sopperire a  tutte le inadempienze delle SS.LL., il danaro necessario per pagare le tasse E’ FINITO. Assessore noi siamo per la compartecipazione, ma “con –partecipazione”, significa che il Comune eroga i servizi dovuti ed i familiari –secondo le loro possibilità- partecipano alle spese per tali erogazioni.  Peccato che secondo questo Comune, unico in Italia, le famiglie pagano i servizi e il Comune …..sta a guardare. E non si tratta di mancanza di danaro, bensì di scelte politiche. Ci sono comuni che hanno un debito maggiore in proporzione della città di RC, ma che garantiscono i servizi sociali alle persone più deboli, riconoscendo loro i diritti primari alla vita. Cosa dovremmo fare? Forse trasferirci con i nostri figli in altre città? No, noi non possiamo farlo, i nostri figli ne soffrirebbero troppo, sradicati anche dalla loro casa, e poi noi non possiamo pensare che la nostra città che è stata la culla della civiltà, possa essere così degradata. Vogliamo sperare di scuotere le coscienze di coloro che, come Lei, hanno il compito di governare questa città, di orientarle verso una vera svolta sociale, certi che una società si può dire civile, solo quando avrà riconosciuto e tutelato i diritti dei suoi cittadini più deboli. Questo volevamo dirLe Assessore Marino, se solo avesse preso in considerazione le nostre richieste di incontro”.