Reggio Calabria: “la battaglia per la chiusura di circa 25 anni fa dell’ospedale psichiatrico, non è ancora finita”

ospedale-psichiatrico“Franco Basaglia affermava  che l’irrecuperabilità del malato è spesso implicita nella natura del luogo che lo ospita. È con questo spirito che Il Forum Territoriale del Terzo Settore di Reggio Calabria interviene nel dibattito, che ormai va avanti da qualche anno, sui problemi legati ai diritti delle persone che soffrono un disagio psichiatrico nel territorio dell’ASP 5″. Lo afferma in una nota Pasquale Neri – Portavoce Forum Terzo Settore Reggio Calabria.

“La situazione della Psichiatria in provincia di Reggio Calabria ha del surreale. Sono passati circa 25 anni dalla chiusura dell’Ospedale Psichiatrico ma molte delle cose che si sarebbero dovute realizzare all’indomani della chiusura di quella vergogna nazionale sono ancora irrisolti. Anzi, in qualche caso, si teme che in parte possano diventare i problemi di un futuro prossimo”.

“I ricoveri sono bloccati da circa un anno e mezzo, indirizzati verso strutture fuori provincia con enormi disagi sia per gli utenti sia per i familiari. Si nega il  diritto  alla cura nel territorio di residenza, circostanza particolarmente grave perché porta allo sradicamento dalla comunità e dal tessuto sociale, e impossibilità per i familiari e amici a rendere visita agli utenti. Ricordiamo che la struttura non è un parcheggio ma uno strumento di cura e reinserimento sociale. Come se questo non fosse sufficiente, ci domandiamo se i risvolti economici di questa situazione non comportino un aggravio di spesa: l’azienda infatti sosterrebbe sia il sosto dei propri operatori che prestano servizio presso le strutture convenzionate ( e sottoutilizzate), sia la retta per gli utenti inviati presso le strutture fuori provincia”.

“Le organizzazioni del terzo settore, che presso le strutture dovrebbero garantire i servizi socio riabilitativi, vivono difficoltà sempre maggiori con il rischio di dovere diminuire il personale poiché non riescono a sostenere gli standard occupazionali previsti a causa della diminuzione del numero di ricoveri. La domanda di servizi rimane, la risposta è delegata altrove. Come Forum Territoriale del Terzo Settore ci sentiamo in dovere di intervenire e chiedere all’ASP di risolvere i numerosi problemi connessi sia al blocco dei ricoveri sia ai criteri di accreditamento che, di fatto, potrebbero riportare i servizi di psichiatria  a prima della legge Basaglia. I criteri attuali, infatti, rischiano di creare tanti nuovi piccoli manicomi”.

“Si chiede maggiore chiarezza sui vincoli necessari a qualificare “riabilitative” le strutture, sulla collocazione nel territorio (area idonea a favorire l’inserimento sociale), sull’effettuazione dei servizi in proprio (vitto, pulizia locali etc. ), sullo svolgimento di attività riabilitative e risocializzanti; tutto verrebbe  lasciato  alla volontà del soggetto convenzionato. La pianta organica prevista, poi, appare del tutto insufficiente a garantire la seria realizzazione di programmi socioriabilitativi. E in ottica più generale, come Forum, chiederemo un incontro al Commissario dell’ASP per discutere del settore Psichiatria, non solo delle strutture residenziali quindi, ma del piano complessivo che dovrebbe riguardare, per esempio, anche i 6 centri diurni di cui sembra essersi persa completamente traccia”.