Reggio Calabria, ennesima aggressione al personale di controlleria: “schiaffi e minacce per aver svolto il proprio dovere sui bus”

Nuova aggressione nei confronti del personale di controlleria di Reggio Calabria per aver chiesto semplicemente di poter vedere il titolo di viaggio

nuovi bus atam (6)“Ennesima aggressione al personale di controlleria a bordo dei bus, un collega controllore viene spintonato e minacciato ripetutamente per aver fatto semplicemente il suo dovere….. interveniamo per fare scedere il collega in sicurezza dal bus su sua richiesta e ci prendiamo schiaffi e minacce senza poter reagire perchè i delinquenti hanno sempre ragione anche con le FF.OO. che non sono prevenuti con loro ma con noi….  Nonostante le minacce gli schiaffi presi sul corpo sulla schiena perchè come sempre giriamo le spalle per non accettare la “sfida” o la provocazione di questi delinquenti, teppisti che viaggiano senza titolo di viaggio a  bordo dei bus, all’arrivo della pattuglia chiamata da noi ci accorgiamo che il personale da noi allertato è prevenuto nei nostri confronti affermando cose che per noi che crediamo nel rispetto della legalità sono umilianti oltre che gravi…. tipo “siamo intervenuti altre volte su sua richiesta la conosciamo”, invece di chiedere come si sono svolti i fatti a chi ha allertato la forza pubblica lo chiedono a chi ha aggredito e a chi invece di fare il suo lavoro era a dormire in auto lasciando esposti noi ed un suo collega, una cosa assurda ed una umiliazione quella subita ieri che non può che far scatenare in me la voglia di lasciare quel tipo di servizio però senza prima aver attivato tutte le tutele ed aver portato a conoscenza del Prefetto, del Questore e soprattutto dei superiori di questo tutore dell’ordine che invece di supportarci ci ha messo in dubbio ed umiliati pubblicamente.
In un esposto che depositerò oggi stesso alla Prefettura e alla Questura ci saranno i dettagli di quanto avvenuto ieri, in città non si può più prevenire, dopo gli spintoni le minacce gravi tipo “ti stacco la testa” o “vengo e ti trovo fin sotto casa e ti ammazzo” “sei di Archi ho imiei parenti li ti faccio vedere io” , gli schiaffi sulla schiena e le spinte ad un Pubblico Ufficiale in servizio e ad un Incaricato di Pubblico Servizio non bastano più per allertare una pattuglia dobbiamo aspettare che ci accoltellino o che ci sparino prima di chiamare e chiedere aiuto….
Dopo arriva la pattuglia, ed invece di chiedere come si sono svolti i fatti la loro preoccupazione era se siamo autorizzati a svolgere quel servizio, se abbiamo addosso la determina che ci autorizza a svolgere quel servizio e a commentare il tesserino identificativo dicendo che anche loro lo possono fare al computer come a dire sei nessuno e non sei autorizzato a fare questo lavoro…. non siamo arrivati al fondo ma più in basso… poi invece di sentire chi ha allertato la pattuglia sentono un signore ex pregiudicato che dormiva in auto e che fino a pochi secondi prima gridava con fare mafioso che quelle situazioni avvenute si risolvono tra uomini e non chiamando le FF.OO. Ieri sera ho realizzato quanto in basso siamo caduti in questa città dove la tutela per chi lavora per guadagnarsi onestamente 5-10 euro al giorno e dopo tanti sacrifici non esiste.
Sono un combattente e chiederò giustizia e rispetto della legalità nelle sedi opportune,  ma sarà per l’ultima volta,  mai più permetterò a chicchessia di umiliare me o i miei ragazzi,  che con grande passione e dedizione e soprattutto rispettando la legge e gli ordini di servizio da oltre due anni prendono mazzate, senza fermarsi e continuando a produrre anche per quel signore che invece di lavorare e supportare il suo collega aggredito dormiva in auto.
Non stiamo mollando, ma gridiamo forte la necessità di essere tutelati e non derisi o umiliati soprattutto da alcuni tutori dell’ordine.
Oramai da due ann portiamo avanti il nostro operato in maniera egregia e con risultati collaborando con le FF.OO. che mai come in questo ultimo periodo hanno avuto dubbi o perplessità su quanto facciamo, da un mese a questa parte forse perchè chiediamo assistenza troppe volte e facciamo presente le cose che non vanno nelle sedi giuste c’è un’inversione di rotta,  per fortuna solo di alcuni tutori delle FF.OO., anche perchè succede spesso che a bordo personale della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e anche dei Carabinieri si qualifichi per intervenire in nostro aiuto, evitando aggressioni solo per aver chiesto il titolo di viaggio, li ringrazieremo sempre e per fortuna che ci sono perchè ribadisco ieri chi allertato da me direttamente sembrava essere arrivato “prevenuto” nei nostri confronti e questo non va assolutamente bene.
I Falchi dello Stretto continueranno ad operare secondo quanto previsto dalle leggi e dal loro contratto e continueranno a chiedere aiuto alle FF.OO. se in difficoltà o se durante il loro servizio dovesse palesarsi un’aggressione o un reato qualunque,  perchè è un loro dovere farlo ed è un loro diritto essere tutelati come cittadini prima, e come incaricati di publbico servizio dopo, intanto io che ho vissuto direttamente quanto rapportato anche se ho omesso volutamente parecchi dettagli chiederò Udienza a S.E. il Prefetto e al Questore perchè questa inversione di rotta notata ieri in uno dei tutori dell’Ordine intervenuti non ci è piaciuta e non è il rapporto che volevamo con chi fino ad un mese fa , prima dell’esposto a S.E. il Prefetto e al Questore sul mancato intervento delle sale operative era collaborativo  e soprattutto corretto”.
Salvatore D’Amico
Presidente Nazionale
Enov “Falchi dello Stretto”