Reggio Calabria: ecco quali modifiche subirà il porto cittadino [FOTO]

Azione Nazionale di Reggio Calabria ha voluto esprimere la propria opinione relativa alla possibile trasformazione del porto in scalo del traffico gommato da e per la Sicilia

azione-nazionale2Si è svolta questa mattina a Reggio Calabria, la conferenza stampa, nella sede di Azione Nazionale, relativa alla trasformazione del Porto di Reggio Calabria da punto turistico a scalo del traffico gommato da e per la Sicilia. Ad esporre le proprie tesi vi erano: Ernesto Siclari, Antonella Postorino e Alessandra Borghini. I tre coordinatori cittadini di An hanno più volte ribadito che la fallimentare Amministrazione comunale ha dimostrato di non avere un’idea prospettica della città. La vicenda del porto, ribadiscono, mostrano una diversa visione di città metropolitana. Per il centro-destra “L’Attivazione del tavolo tecnico tra le istituzioni interessate per l’elaborazione delle linee giuda di sviluppo dell’area portuale, la realizzazione dei pontili galleggianti, l’approdo delle navi da crociera, il mercato ittico (completato da quattro anni ed ancora mai utilizzato) rappresentano risultati tangibili di un impegno costante e determinato. Una visione lungimirante che con la realizzazione del Museo del Mare dell’Archistar Zaha Hadid, recentemente eliminato dall’elenco degli interventi già finanziati con i fondi del Decreto Reggio, avrebbe riconsegnato alla Citta la sua identità di “centro culturale del mediterraneo”. A tale progetto si contrappone la “Visione” dell’attuale amministrazione che si sta impegnando su due principali direttive: far conseguire al nostro Porto l’ambito ruolo di principale HUB europeo di accoglienza dei profughi e la realizzazione del molo di attracco del traffico gommato che da Villa verrebbe dirottato nella nostra città’. Tutto ciò con disarmante incoscienza, senza alcuna valutazione in termini economici e soprattutto di sicurezza: i mezzi pesanti dovrebbero accedere all’area portuale attraverso la rampa che dall’autostrada si immette nel nuovo raccordo urbano, arteria assolutamente inadeguata a tale funzione. Non solo, “In questa intricata vicenda, ciò che colpisce di più sono le dichiarazioni rilasciate, a più riprese, dall’Assessore Quattrone, la quale, a suo tempo, definì lo scellerato progetto una ” bufala, una notizia priva di fondamento “. “Oggi, in occasione dell’Avviso pubblico apparso sulla stampa, delle società Caronte & Tourist e Diano spa per l’avvio della procedura di Valutazione Impatto Ambientale del progetto del molo in località Pentimele a Reggio Calabria, l’Assessore, ignorando di avere la delega ai trasporti, si limita  ad una semplice esternazione accademica, definendo  il progetto:<< un’eresia trasportistica….che comprometterebbe definitivamente un sistema di trasporti fragile dovuto all’urbanizzazione della città”  e  alle scelte dell’improvvisazione del passato“, conclude Bordini. “L’Assessore Quattrone dopo il pasticcio degli incarichi pilotati, dimostra di essere quantomeno confusa per questa vicenda. Ella nella qualità di Assessore ai trasporti dovrebbe illustrare quali sono le iniziative politiche che l’Amministrazione intende mettere in campo, a livello centrale, per scongiurare l’ipotesi del traffico pesante nella nostra città ed in particolare dovrebbe dire quali sono gli atti con cui si intende intervenire in un procedimento amministrativo che purtroppo è giunto alle battute finali. Noi di Azione Nazionale vogliamo ricordare le azioni concrete poste in essere dalle Amministrazioni di cdx che, hanno impedito l’avanzamento dei processi nefasti attivati già nel 2003, quando l’allora Amministrazione comunale Scopelliti pose il veto assoluto a Roma e fu così che giunse un secco NO agli approdi del gommato nel porto cittadino dal Ministero delle Infrastrutture. In seguito, nel 2013, quando i Commissari Straordinari consentirono, per interessi che hanno poco a che fare con lo sviluppo del porto, l’avvio della procedura da parte delle società private, l’allora Assessore Regionale Arena lanciò l’allarme, sollecitando tutti gli attori coinvolti (Istituzioni e Associazioni di Categoria) ad una profonda riflessione e ad un’assunzione di responsabilità. Egli pose l’accento sull’insostenibilità di tali progetti sotto il profilo ambientale, l’inquinamento acustico ed atmosferico determinato dal flusso continuo dei mezzi pesanti. Insomma, Arena si schierò affinchè non si compromettesse la reale vocazione turistica del porto reggino, atta a favorire lo sviluppo delle attività diportistiche, commerciali e a realizzare l’incremento del traffico croceristico. L’unica Istituzione a schierarsi in maniera netta fu la Regione, governata da Scopelliti che, con una dura e dettagliata nota indirizzata all’allora Prefetto di Reggio, illustrò i motivi del dissenso.Noi non siamo più disponibili ad assistere al degrado della città e alla sua progressiva spoliazione, non siamo più disponibili ad accettare le menzogne di un’Amministrazione nata da un Grande Imbroglio che opera nel torbido e nella mistificazione”, ha concluso Bordini.