Reggio Calabria, conclusa la seconda giornata del Convegno Interregionale sull’emofilia

02_10_convegnoemofiliaNel primo pomeriggio di oggi si è conclusa la seconda giornata del convegno interregionale “Emofilia nel nuovo millennio – Nuove prospettive terapeutiche e sociali in emofilia”. La due giorni, ospitata nel Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, ha visto nella seconda parte un focus su “Emofilia e Sport”, con la presenza di relatori di eccezione che hanno approfondito uno degli aspetti sempre più in continua evoluzione nella vita di chi è affetto da emofilia.  Andrea Buzzi, presidente della Fondazione Paracelso Onlus, ha parlato del “Ruolo sociale nello sport in emofilia”, una tematica che ancora oggi affronta uno sviluppo pieno di difficoltà. “Lo sport è parte integrante della vita – ha detto Buzzi – e oggi i tempi fortunatamente sono cambiati. Quando ero bambino – ha raccontato – mi era vietato andare in bici, e ho imparato rubando quella di mia sorella. Adesso non solo la bicicletta è uno degli sport consigliati per rinforzare il fisico, ma con un’adeguata profilassi è possibile praticare alcune discipline sportive anche a livello agonistico”.

È anche sulla possibilità di entrare nel mondo agonistico che si ferma l’attenzione delle associazioni nel mondo dell’emofilia: “Il rilascio di un certificato agonistico – ha raccontato Cristina Cassone, presidente di FedEmo– è diventato un problema. Noi di FedEmo, insieme all’AICE, cerchiamo di informare e sensibilizzare su quella che è l’importanza di fare sport anche per il paziente emofilico grave”. La sua relazione, “Le attività promosse da FedEmo a favore delle attività sportive”, ha spiegato come in buone condizioni fisiche, con una buona preparazione attraverso la profilassi e con il coinvolgimento di una figura professionale come un fisioterapista, il via libera allo sport non debba essere visto come un problema. Ed è proprio della preparazione atletica dei pazienti emofilici che si occupa Eleonora Forneris, fisioterapista, che a Torino si occupa di migliorare le condizioni fisiche dei pazienti emofilici con un giusto equilibrio tra attività in palestra ed escursioni all’aria aperta, promuovendo l’avvicinamento allo sport supportato da un’equipe medica di eccellenza.

Ed è stata proprio l’adeguata preparazione atletica a permettere ad Enrico Mazza, giovanissimo vicepresidente dell’Associazione Coagulopatici ed Emofilici di Milano, di partecipare alla scorsa Maratona di New York insieme ad altri otto emofilici. “Un evento – ha spiegato – per il quale ci vogliono mesi di preparazione. Nove mesi per me e dodici per gli altri, un periodo di lunghi allenamenti che ci hanno permesso di vivere un’esperienza indimenticabile”. Enrico viaggia in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’emofilia e sulle difficoltà che ancora oggi un paziente emofilico deve affrontare in Italia, non solo nello sport. Il futuro delle associazioni sarà orientato proprio in questo senso, perché oggi “le associazioni – ha detto Paolo Arrigo, collaboratore Associazione Emofilici Reggio Calabria – devono interagire anche con istituzioni, persone con le quali ci si deve rapportare per ottenere gli strumenti per migliorare la qualità della vita degli emofilici. I tempi cambiano, e noi associazioni ci adegueremo”.