Reggio Calabria, Cannizzaro: “la proposta del cambio di denominazione dell’azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli è insensata”

Cannizzaro“E’ incredibile e, ogni volta, restiamo attoniti di fronte alla sconsiderata abitudine di questa Amministrazione Regionale nel voler volutamente ignorare le priorità della nostra gente. Tra i tanti problemi che la sanità calabrese oggi vive, la proposta di legge dei consiglieri regionali reggini Battaglia, Neri, Nucera e Romeo sul cambio di denominazione dell’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria risulta insensata e per nulla interessante all’utenza reggina e della Provincia che, ogni giorno, combatte con le lunghe liste di attesa di visita ed emigra abbondantemente verso altre regioni per alleviare le sofferenze dal bisogno di salute e la marea di gap funzionali che ha il presidio ospedaliero. Fa paura, in questo caso, la tempestività di una politica nel cambiare il nome di un presidio senza interpellare per altro, la comunità che è la vera protagonista e che, sinceramente, non credo gli interessi tanto il cambio di un nome ma la vita. Attribuire una nuova denominazione al Nosocomio in questi tempi, non credo sia una priorità per i tanti pazienti che, invece, aspettano da tempo di avere un ospedale nuovo, funzionante e sicuro”, scrive in una nota Francesco Cannizzaro, capogruppo Cdl in consiglio regionale. “La sinistra- prosegue- non ha capito che questa è un’esigenza primaria per la città di Reggio e non solo. La voglia di apparire ugualmente sulle cronache locali spinge questa sinistra ad impegnare Consiglio regionale e commissioni per una “emergenza” sanitaria irrimandabile, un semplice cambio di nome come se questa modifica di denominazione bastasse a trasformare e quindi, migliorare un luogo di inefficienze strutturali continue, e non mi riferisco assolutamente ai medici e agli infermieri che svolgono giornalmente un lavoro ineccepibile in condizioni disumane, in un luogo nuovo e senza alcun problema. Ma la cosa più grave è un’altra: la proposta di legge si basa su quella che è la Riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione per quanto concerne le Città metropolitane dando per scontato nella relazione introduttiva l’entrata in vigore della nuova riforma istituzionale. Ma non si vota il 4 Dicembre per il referendum di tale riforma? Quindi, la sinistra da per scontato un risultato positivo che però deve decretare il popolo. E se non dovesse passare la riforma “salva Italia?” Come si può citare una riforma istituzionale che ancora deve passare al vaglio dei cittadini offrendola come elemento di certezza in seno ad una proposta di legge? Perché non si aspetta l’esito del referendum costituzionale per poi trarre successivamente le dovute conclusioni? Se tutto questo invece, è stato fatto solo in funzione del nuovo ospedale che verrà costruito, ad oggi solo buoni propositi, formali richieste di finanziamento, terreni destinati sui quali insisterà la nuova struttura, e chissà quando vedremo realizzato questo progetto, allora è evidente che cambia tutto. Diventa urgente fare la modifica di denominazione per la sinistra che fa sempre scelte per il proprio interesse. Oliverio & company  non hanno capito che non si scherza con la salute dei cittadini e che i calcoli e le “convenienze politiche” vanno assolutamente messi da parte. Siamo in un momento difficile della vita politica, economica e sociale della Calabria. Quello che sta avvenendo nel settore sanitario in Calabria pone un problema enorme di “Emergenza Democratica” che non può più essere sottovalutato né da un Governo regionale che nazionale“, conclude.