Promozione del territorio, duro attacco di Confcommercio all’amministrazione comunale di Reggio Calabria

palazzo san giorgio (2)Confcommercio Reggio Calabria vuole vederci chiaro: “occorre legalità e interpella l’amministrazione comunale. Sotto la lente d’ingrandimento le pseudo-iniziative di promozione del territorio ma, anche fiere, mercatini, sagre e feste patronali. Confcommercio e i commercianti chiedono regole certe, rispetto di norme e regolamenti. I commercianti reggini non vogliono continuare ad assistere a delle iniziative camuffate, ultima, ma solo in ordine di tempo, l’evento ospitato al Miramare domenica scorsa. La delibera comunale n. 3948 del 30 Giugno 2016 parla chiaro e stabilisce che la struttura del Miramare “è destinata a iniziative volte alla promozione e alla valorizzazione del territorio, per eventi e manifestazioni culturali e sociali, con l’esclusione di ogni attività commerciale”, per poi  “erroneamente” smentirsi con l’allegato fax-simile di domanda dove si omette la territorialità dei prodotti esposti ritrovandoci, come in questa circostanza, marchi tipo Oreria o Coccinelle che non rappresentano certo la nostra città. Brand di livello nazionale che, ipotizziamo, in veste di grossisti siano alla ricerca di nuova clientela commerciale. Per carità niente di male, ma il deliberato per l’utilizzo del Miramare dovrebbe promuovere i nostri artigiani orafi o del pellame.  Vero è che per organizzare un evento all’interno del Miramare i costi tra noleggio arredi, fitto locali, sicurezza e pulizia non sono alla portata delle nostre imprese artigiane,  ma di sicuro sono costi ridicoli per brand di caratura nazionale o per i loro agenti che preferiscono al classico “porta a porta” organizzare un evento in una location spettacolare come quella del Miramare; solitamente infatti, questi eventi trovano spazio in saloni di strutture alberghiere private con inviti personali. Quindi doppia beffa per l’economia reggina. Ma quello che sta succedendo a Reggio Calabria, terra di conquista di operatori commerciali (e qui l’interrogativo è d’obbligo) di altre provincie o addirittura di altre regioni che puntualmente presenziano ad eventi fortemente pubblicizzati che nulla hanno a che vedere con il rilancio del territorio, sta fortemente depauperando i negozi di vicinato grazie anche ad una politica che pensa solo ed esclusivamente a fare cassa. Basti pensare all’evento organizzato, in concomitanza delle ultime feste mariane, all’interno di una struttura sportiva e nelle vie adiacenti, che ha creato solo ed esclusivamente un danno commerciale alle imprese sane del territorio. Confcommercio nella circostanza ha denunciato, come sempre, la dilagante concorrenza sleale frutto della totale assenza di vigilanza da parte delle autorità preposte su aree mercatali, sagre, mercati organizzati da privati e abusivamente pubblicizzati come FIERE. Come si può permettere tutto ciò? Come possono essere autorizzati eventi che impoveriscono le nostre imprese per  “arricchire” solamente gli organizzatori. Come si può consentire di danneggiare gli operatori locali a vantaggio di imprenditori di fuori provincia. In tutto questo vengono bypassate regole e regolamenti, consentendo di vendere merce non conforme e addirittura contraffatta e assistiamo, con la compiacenza (?) degli organi preposti ai controlli, al proliferare di mercati rionali completamente in mano agli abusivi che occupano i posti migliori, sprovvisti di registratore di cassa e, troppo spesso, privi di autorizzazione comunale. Mercati nei quali i commercianti regolari sono ostaggio di chi fa per mestiere l’illegalità. Eppure sia i deliberati della Regione Calabria, sia quelli comunali, sono chiari nel definire ciò che è una Fiera, ciò che è mercato nell’individuare le possibili location e la tipologia di organizzatori ammessi. Ebbene a Reggio Calabria, già carente di strutture sportive, vengono autorizzate fiere e mercati in palazzetti che nascono per ben altre attività, diciamo sociali. Palazzetti che, per loro natura, non rispondono ai requisiti per supportare eventi fieristici; oppure vengono autorizzate fiere all’aperto, in località Pentimele o in via Marina, laddove per tali eventi esistono rigide regole di sicurezza. Non sono 100 gazebi in fila a creare un’area e nemmeno un evento fieristico! Se i commercianti inermi devono continuare a subire i balzelli comunali più alti d’Italia per servizi pari a zero, vero è che si pretende rispetto. Rispetto e attenzione che significano programmazione e regole certe per tutti. Nessuna concorrenza sleale, soprattutto nelle attività di chi ha il dovere di tutelarci, nei confronti di chi ancora è intenzionato a fare impresa a Reggio Calabria. Voler camminare da soli, senza interpellare nessuno, comporta determinati errori. Errori più volte ribaditi e a tutt’oggi senza risposta da parte delle istituzioni comunali. Il coinvolgimento delle organizzazioni datoriali, a tutela delle imprese che rappresentiamo, c’è sempre stato con tutte le amministrazioni che si sono susseguite negli anni, con lo scopo comune di tutelare e rilanciare l’economia del territorio, non basta costruire e propinare manifestazione d’interesse in occasione di particolari periodi e pubblicarle sul sito comunale per programmare il rilancio del territorio e sentirsi la coscienza pulita”.