Positivo bilancio del convegno di Reggio Calabria sull’emigrazione intellettuale e la “fuga” di cervelli

cofÈ positivo il bilancio del convegno sull’emigrazione intellettuale nel Mezzogiorno “La cultura esportata” svoltosi giovedì al Consiglio regionale, con numerosi e qualificati interventi anche nell’ambito dell’università e della formazione. È un contributo significativo al fenomeno che coinvolge e riguarda migliaia di neo-laureati e ricercatori calabresi in cerca di affermazione e di lavoro che premi la preparazione e la competenza. Seguitissimo anche in streaming su Internet attraverso Facebook. Promosso dall’associazione culturale Calabria Live, il convegno è stato introdotto da uno scritto del prof. Corrado Calabrò – impossibilitato a presenziare per sopravvenuti impegni istituzionali: «La Calabria è ora come era una volta l’antica Grecia. Dall’antica Grecia si emigrava in Calabria, che allora era considerata Magna Graecia, cioè una Grecia più grande perché aveva un terreno più fertile, meno sfruttato, offriva più possibilità di sostentamento. Oggi succede il contrario: ci sono state tante emigrazioni, negli anni durissimi, nei decenni durissimi, dalla Calabria verso l’America, verso l’Australia, e poi verso il Nord Italia. Ancora adesso tanti episodi singoli ci dimostrano che andare a lavorare fuori della Calabria per affermarsi rimane purtroppo una necessità. Ancora in tempi recenti, ancora oggi i calabresi sono andati e vanno là dove la sfida è più forte e spesso, molto spesso, ne escono vincitori».  Dunque, partire per conquistare il successo o lottare perché nella propria terra si creino le condizioni per crescere, lavorare affermarsi? Il prof. Giuseppe Caridi, storico e docente all’Università di Messina, ha tracciato un quadro di grandi esponenti della cultura che hanno lasciato il segno in una Calabria che era ricca e prosperosa nell’antichità e nei secoli dell’illuminismo; Paolo Bolano, giornalista e regista, profondo conoscitore dei fenomeni migratori e delle comunità calabresi all’estero, ha indicato come la Magna Grecia sia stata la culla di una civiltà esportata in tutto il mondo ed è ai suoi modelli che bisogna ispirarsi per costruire un nuovo disegno di crescita e di sviluppo. Il teatro era al centro della polis greca, il teatro dovrà costituire oggi il perno su cui far affluire l’attenzione dei giovani e del popolo. Al convegno ha fatto giungere un messaggio di saluti il sottosegretario alla cultura on. Dorina Bianchi, rammaricata della sua mancata partecipazione per altri impegni, sottolineando come «l’iniziativa promuove e dà particolare lustro alla Regione Calabria e ai suoi protagonisti, che, slegati molte volte dalla propria terra d’origine, si trovano dislocati in ogni parte del mondo portando con sé “la Calabria nel cuore”. È importante esaminare l’operatività delle tante eccellenze calabresi che con caparbietà, umiltà e spirito di determinazione hanno raggiunto livelli di grande prestigio e ottenuti traguardi professionali di degno ossequio”. Il riferimento è al libro “La Calabria nel cuore” di Peppino Accroglianò e Santo Strati, che è stato presentato in occasione del convegno. A questo proposito, il Presidente del Consiglio regionale arch. Nicola Irto, impegnato a Catanzaro, con un messaggio ha voluto ringraziare i due autori «che hanno prodotto un lavoro quasi “enciclopedico” per le sue stesse dimensioni e per il suo valore culturale, storiografico e biografico. Non possiamo che essere grati a chi ha ridestato l’orgoglio, troppo spesso sopito della nostra identità regionale. Sentimenti di fierezza rinsaldata da questo libro, che racconta di 500 calabresi illustri che in ogni campo del mondo del lavoro, dell’arte, della cultura, della scienza, ogni giorno, con il loro impegno, il loro rigore morale, la loro cifra etica, la loro competenza, il loro talento, onorano la terra dalla quale provengono». Il rettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” ha sottolineato l’importanza di incontri come questo: occorre creare punti di attrazione e di interscambio culturale, guardando alla pressante richiesta di cultura delle nuove generazioni. È significativa la crescita di iscrizioni da parte di giovani di ogni parte del mondo all’Università per stranieri di Reggio.

Il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo, assessore provinciale alla Cultura e alla legalità e membro del Consiglio metropolitano di Reggio, pur manifestando un cauto pessimismo sullo stop alla fuga di cervelli, ha comunque fatto rilevare che i calabresi hanno una marcia in più e per questo riescono meglio di tanti altri, là dove le difficoltà di inserimento sono evidentemente maggiori. Il libro “La Calabria nel cuore” in 720 pagine illustra 30 anni di “buona” Calabria, con migliaia di fotografie e nomi, tra cui 500 calabresi illustri che hanno saputo conquistare un ruolo di grande prestigio nel mondo: si pensi al nuovo presidente dell’Argentina Mauricio Macri, originario di Polistena, al premio Nobel Renato Dulbecco, nato a Catanzaro, a tantissimi uomini delle istituzioni (la Calabria ha “prodotto” quattro presidenti della Corte costituzionale), a protagonisti nell’impresa, letterati, scienziati e dirigenti d’azienda. Santo Strati, giornalista reggino, da 40 anni a Roma, coautore de “La Calabria nel cuore”, ha detto che il titolo del libro non deve esprimere solo «un sentimento di orgoglio, ma può diventare un pretesto, un elemento scatenante per esigere lavoro, occupazione e sviluppo nella propria terra. Una terra che deve poter contare sui suoi giovani, sulle sue risorse umane per un riscatto che noi abbiamo vanamente inseguito, ma che le future eccellenze calabresi possano determinare a casa loro». Il tema dell’emigrazione intellettuale dei giovani e le soluzioni possibile per offrire nuove opportunità è stato quindi concluso dal giovane consigliere metropolitano Antonino Castorina, che ha sottolineato come occorra far sì che nuove iniziative coinvolgano i giovani nel campo della formazione per creare condizioni di sviluppo e crescita, anche e soprattutto nel campo della cultura e dei beni artistici e ambientali che sono la ricchezza di cui la Calabria e molto ricca. Un refrain espresso anche dal sindaco di Roghudi nonché consigliere metropolitano Pier Paolo Zavettieri che ha espresso le grandi opportunità che lo sviluppo di iniziative nell’area grecanica possono offrire ai nostri neo-laureati e ai giovani ricercatori. Risorse umane che costituiscono la vera e più autentica ricchezza del territorio calabrese.