Ponte sullo Stretto, Delrio: “fa parte di un progetto, serve cura del ferro”

ponte sullo strettoIl dibattito sul ponte sullo Stretto di Messina “non mi interessa. Non lo considero una priorita’ e non lo sento come un problema. Il ponte non e’ il progetto ma e’ parte di un progetto. Considero una cavolata enorme pensare che le grandi opere siano lo sviluppo del paese: sono strumenti e non fini. Non vi sono grandi o piccole opere ma opere inutili ed opere utili“. Lo scrive il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio in un post su Facebook. “Basta un centinaio di metri di binario in un porto, di congiunzione con la linea ferroviaria – scrive – per togliere centinaia di camion da un centro abitato. Un’opera utilissima. Ed e’ chiaro che le opere sono utili od inutili a seconda del modello di sviluppo che uno ha in testa: noi vogliamo spostare il 30% delle merci dalla gomma al ferro nei prossimi tre anni. Per questo abbiamo tolto incentivi alla gomma e messi sul trasporto ferro e via mare. Per questo abbiamo finanziato completamente (1,2 mld) l’ammodernamento dei corridoi merci italiani. A questo indirizzo si rifa’ anche il nuovo piano industriale di FS che investira’ 1,5 mld nella parte merci e logistica dopo anni di stallo che hanno portato il trasporto merci su ferro in Italia sotto il 6%. Per questo dobbiamo utilizzare la linea AV entro il 2018 anche per trasporto merci, rendendo pienamente utile l’investimento sull’alta capacita’. E per questo abbiamo approvato un nuovo piano di logistica integrata. La cura del ferro: parte prima”. Delrio ha aggiunto che il Governo intende anche “cambiare passo sul trasporto pendolari e passeggeri regionali” e “ridare al Mezzogiorno d’Italia una rete di connessioni di livello europeo”. La dorsale adriatica, la Napoli Bari, l’Alta Velocita’ in Sicilia, la dorsale Tirrenica sono le 4 direttrici che “diranno se la sfida di portare il Sud in Italia si vince o meno. Se vogliamo sviluppare l’economia di tutto il Paese ed offrire opportunita’ alle imprese ed ai giovani dobbiamo procedere spediti con maggiori connessioni ferroviarie nel Mezzogiorno. Con progetti non faraonici ma rispettosi dei territori rivisitando schemi di trent’anni fa quando la tecnologia nei trasporti era ai primi passi”. Tornando al ponte sullo Stretto, Delrio ha sottolineato che “la dorsale Tirrenica e l’Alta Velocita’ in Sicilia sono i pezzi decisivi, ma rimane difficile pensare al corridoio Napoli Palermo senza il ponte. Che non e’ il progetto ma e’ parte del progetto. Un progetto che puo’ portare la percorrenza fra Napoli e Palermo dalle 10 ore e mezza attuali alle 6 e 20 a regime. Un progetto di un Paese piu’ unito. Dove anche i territori piu’ fragili e lontani hanno il diritto alla mobilita’ e ad essere connessi con il Paese e con l’Europa. Ne possiamo discutere con serenita’? Il progetto Casa Italia con il piano per il dissesto idrogeologico e l’edilizia scolastica, con il piano per la prevenzione sismica e gli stanziamenti straordinari per la sicurezza, cura e la manutenzione delle infrastrutture, con il piano per gli edifici culturali rendono la cura del ferro parte di un idea di Italia che abbiamo. Il piano della rete ciclabile nazionale, dei cammini e il piano della mobilita’ turistica sostenibile indicano la diversa direzione di sviluppo che vogliamo intraprendere. Un ponte non basta”, conclude il post di Delrio.