‘Ndrangheta, operazione Confine 2: in manette anche il boss che uccise il fratello perchè aveva preso il suo posto

foto-cc-patti-1Tra gli arrestati dell’operazione “Confine 2″, condotta stamattina dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, c’e’ anche il boss Giuseppe Cosimo Ruga, di 65 anni, che era libero dopo avere scontato una condanna a 26 anni. I particolari dell’accusa contestata al boss sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero de Raho, e dal Comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giancarlo Scafuri.

Ruga, in particolare, e’ accusato dell’omicidio del fratello Andrea, ucciso nel 2011 dal boss dopo che era tornato in liberta’, per vendicarsi del fatto che aveva approfittato della sua detenzione per prenderne il posto a capo della cosca. Andrea Ruga, secondo quanto riferito dagli investigatori, venne soffocato con un cuscino dal fratello, che poi tento’ di fare attribuire il decesso ad un malore. Per evitare di essere scoperto, tra l’altro, Giuseppe Cosimo Ruga fece sabotare il sistema di videosorveglianza della casa del fratello.