‘Ndrangheta, estorsioni a Reggio Calabria: tre condanne per il clan De Stefano [NOMI e DETTAGLI]

Sono stati condannati tre affiliati al clan De Stefano per aver compiuto delle estorsioni a Reggio Calabria

manetteTre uomini, presentatosi come emissari dei clan di Archi, hanno tentato di estorcere del denaro ad un imprenditore che stavo ristrutturando un immobile in pieno centro. Sono stati tutti condannati i tre uomini arrestati nel novembre scorso, per ordine dei pm Roberto Di Palma e Annamaria Frustaci. Sebastiano Musarella è stato condannato a 10 anni e 8 mesi e a pagare una multa di 10.000 euro, Fortunato Caraccialo è stato condannato a 10 anni e a pagare una multa di 10.000 euro, Domenico Neri è stato condannato a 9 anni e a pagare una multa di 8.000 euro. Circa un anno fa, i tre si erano presentati in pieno giorno di fronte all’immobile in centro citta’ che un noto imprenditore stava ristrutturando, pretendendo il pagamento della “tassa di sicurezza”. L’imprenditore, però, non è stato in silenzio ed in disparte: ha voluto reagire. Grazie alla denuncia dell’uomo, come alle preziose testimonianze degli operai Caracciolo, Neri e Musella sono finiti in manette con l’accusa di tentata estorsione aggravata dall’articolo sette che indica le modalita’ mafiose. Il loro obiettivo era l’immobile che l’imprenditore aveva acquistato sul Corso Garibaldi e che stava ristrutturando.  E per il quale – sostenevano – avrebbe dovuto pagare l’ormai nota “tassa di sicurezza” alle famiglie di Archi. I tre, tra settembre e ottobre, si sono recati più volte sul cantiere minacciando l’imprenditore ed i suoi operai. Non piu’ tardi del 20 ottobre dello scorso anno, uno dei tre ha intimato al malcapitato operaio di dire “al capocantiere di andare a parlare ad Archi, perche’ se oggi stesso non va a parlare, da domani non lavora piu’ nessuno qua, anzi anche voi operai non vi azzardate a presentarvi in cantiere“. Già alla prima minaccia, l’imprenditore aveva deciso di denunciare l’accaduto. A verbale, l’uomo mette indicazioni precise non solo su quanto avvenuto, sull’ubicazione dell’immobile e sui problemi che da tempo si trascinavano con l’ex proprietario, il quale in alcune circostanze mi ha espressamente invitato ad interrompere i lavori di ripristino dell’immobile, ma anche sull’ubicazione delle telecamere e su chi fra i suoi dipendenti avrebbe potuto contribuire all’indagine. I tre estorsori sono stati beccati grazie all’analisi delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza della zona e grazie al contributo degli operai.  Caracciolo ha precedenti per furto aggravato, danneggiamento, lesioni, detenzione illegale di armi e rapina e piu’ volte e’ stato fermato con uomini dei De Stefano o dei Tegano. Musarella invece ha gia’ collezionato diversi arresti – come uomo dei clan era gia’ finito in manette nell’ambito delle inchieste Eremo e Araba Fenice – mentre Neri, non ha a carico precedenti non importanti.Ma la cosa – sottolineano gli inquirenti – non deve ingannare “atteso che da piu’ approfonditi accertamenti, lo stesso risulta essere soggetto pienamente inserito nelle dinamiche delle consorterie criminali sedenti sul territorio. Infatti un attento esame delle frequentazioni del Neri permette di rilevare che lo stesso si accompagna sovente con Giovanni Maria De Stefano per il quale, e’ palese, svolge funzioni di autista“.