Messina, i manifestanti pro-Ponte inchiodano Renzi al Palacultura e il premier inizia lo show: “certo che lo faremo”

Messina, le parole del premier Renzi su Ponte e Referendum

messina-palacultura-renzi-7Dopo aver firmato il Patto per la Città di Messina, il premier Matteo Renzi s’è recato presso il Palacultura per una manifestazione politica per dire “Sì” al Referendum costituzionale organizzata dai comitati del Sì. In una sala gremita di manifestanti pro-Ponte, Renzi ha parlato del Referendum rinviando alla fine del suo discorso ogni accenno relativo al Ponte. Ad un certo punto, i manifestanti pro-Ponte hanno iniziato ad urlare e provocare Renzi, che sorpreso ha detto “mai potevo aspettare le critiche dei manifestanti pro-Ponte proprio a me“. Ma a quel punto Renzi ha iniziato il suo show e ha confermato la volontà di realizzare la grande opera dello Stretto.

Il 16 novembre verro’ con il ministro Delrio e il capo di Anas, li porto a fare una gita in Sicilia” ha detto Renzi parlando delle infrastrutture, nel passaggio in cui lamentava la difficolta’ di viaggiare nell’isola da una citta’ all’altra. “Da Firenze- ha sottolineato il presidente del Consiglio- ogni quarto d’ora c’e’ un treno dell’alta velocita’, verso Torino Milano, Salerno, si sta facendo il Napoli Bari e si raggiungera’ anche Venezia. Non e’ possibile che non ci sia niente al Sud. E, quanto vale per le ferrovie vale anche per il ponte sullo Stretto“. “E’ evidente- ha poi precisato Renzi- che ci sono altre priorita’. Ma non accetteremo mai che si possano spendere 6,7 miliardi per la Torino Lione e al sud no perche’ li’ rubano o c’e’ la mafia: o siamo italiani sempre o non siamo italiani mai“. Infine una battuta sulla Salerno Reggio Calabria: “Quando ho detto che si sarebbe finito tutto per il 22 dicembre, i giornalisti si sono messi a ridere e poi mi hanno chiesto ‘di quale anno?’ Io ho risposto nel 2016 e infatti sara’ totalmente aperta, a 4 corsie, anche con l’ultima galleria“.

Renzi sul Referendum: “non temiamo l’odio dei leoni della tastiera, sì alle riforme perchè l’Italia ce la può fare e io combatto per questo”

“I commenti al vetriolo contro Bebe Vio, contro una ragazza che si e’ dimostrata piu’ forte di qualsiasi difficolta’, mi hanno fatto pensare che c’e’ tanto odio in questo Paese, in particolare nei leoni della tastiera. L’Italia e’ ricca di potenzialita’ strepitose e ai leoni della tastiera dico che non ci fanno paura e che le riforme non sono importanti solo in quanto tali ma perche’ l’Italia ce la puo’ fare, e non smettero’ di combattere per questo”. Lo afferma il premier Matteo Renzi ad un’iniziativa di “Basta un Si’” a Messina.

“Come si fa a dire che l’Italia e’ come il Cile di Pinochet? Non voglio far polemica con il vicepresidente della Camera Di Maio ma questa cosa dovrebbe farci indignare perche’ quella dittatura prendeva le persone e le torturava e le faceva sparire. E’ un attacco inaccettabile, non c’e’ nessun rischio democratico in Italia. Non stiamo attaccando la democrazia ma la burocrazia. Il Paese dovrebbe correre e pensa solo a ricorrere, al Tar, all’Avatar, al Consiglio di Stato. E nel frattempo i nostri ragazzi vanno all’estero”. Lo dice il premier Matteo Renzi a Messina. “C’e’ chi dice ‘avrei abolito dieci deputati in piu”. A D’Alema, Berlusconi, dico perche’ non l’avete fatto?”,