La Spending Review nella sanità: alcune riflessioni

sciopero-sanita“Spending Review, letteralmente: revisione di spesa; una bella cosa. Si analizzano tutte le voci di spesa, si valutano  i costi dei servizi e solo dopo si taglia, dove si può, (e se si può e’ giusto che lo si faccia)”. Lo afferma in una nota Paolo Trentini del Sindacato dei Medici Italiani.
“Prima di risparmiare si deve saper ben spendere.! In nome e per conto della Spending Review, gli Amministratori della Regione Abruzzo, dopo aver proclamato con toni trionfalistici l’avvenuta uscita dal Commissariamento, disponevano la soppressione di tante sedi di guardia medica. Mi rimane facile pensare a burocrati a tavolino, comodamente seduti sulle  loro “poltrone” a caccia di sedi da sopprimere  analizzando  il territorio,  appiattito  e raccolto su una cartina topografica, forse neanche con i livelli altimetrici. Quasi li vedo mentre misurano le distanze fra i centri abitati, così vicini ! (forse poco più di 1 cm./ compatibilmente alla scala) ma senza tener conto delle dorsali montuose, le  vallate solcate da torrenti e  fiumi, i vincoli dei percorsi stradali e le sopraggiunte difficoltà  della viabilità ;  a volte anche con ponti da anni inagibili e mai riabilitati. Le stesse aree che erano state identificate, per conto della Regione stessa, con criteri oggettivi ( viabilità, densità di popolazione, innevamento e zero termico, ecc.) come aree Disagiate e Disagiatissime. (e poi si parla di leggi a favore della montagna !).
Coloro che, in via subordinata avrebbero dovuto potenziare i servizi per le suddette aree, cosa hanno fatto?
Con  un decreto hanno  soppresso  sedi di guardia medica, pardon: “riorganizzato”, così definito da “loro” con mistificante eufemismo. Ma il precedente e nazionale decreto Balduzzi, che riduce i posti letto ospedalieri,….
non prevede, quale contromisura, il potenziamento dei servizi sul territorio ?
Con le proteste dei sindacati,  delle popolazioni con a capo i sindaci, (ahinoi non tutti),  supportate anche da qualche  politico, (la parte buona della politica- demagogico populismo escluso), e’  sopraggiunta la sospirata sospensione del decreto di chiusura.
Sospensione temporanea di un decreto…!
Sospesa era anche la spada sopra la testa di Damocle….!
C’e’ bisogno di certezze. non di sospensioni con valenza di minacce  e ricatti.
Come sindacato chiediamo un tavolo di programmazione  per la pianificazione dei servizi, per i prossimi anni, in accordo alle esigenze del territorio alla luce dei flussi  demografici e delle criticità della popolazione  assistita. La spending review, attuata mediante un grossolano taglio degli investimenti, porta inevitabilmente ad una riduzione dei servizi e paradossalmente ad aumento della spesa. Come?
Una riduzione dei servizi porta ad una  mancata risposta alle domanda di salute. La mancata soddisfazione della domanda  di salute ( dagli standard e/o aspettative,), innesca il sistema di querelle tra assistito e/o parenti contro il Sistema Sanitario.( non soltanto a carico dell’operato  del medico.)  A peggiorare tutto c’è anche , la “sindrome da indennizzo” (Amplificazione del danno lamentato  o deliberata simulazione da parte  dell’assistito o eredi congiunti  nei confronti del Sistema Sanitario per ottenere un indennizzo che equo non è ; con la compiacenza di sistemi corrotti.)
Tutto questo porta inevitabilmente a controversie inquadrabili con il cosiddetto neologismo:”malasanità”.
Non per negligenza, imprudenza ed imperizia,   da parte del medico o paramedico, (minima la percentuale dei casi reali ),  ma per  errata programmazione della politica sanitaria e pianificazione dei servizi.
Si millanta un risparmio, con noncuranza si trascura e penalizza il servizio,
mentre si nasconde una  spesa esorbitante, nefasta e “diseducativa” quale quella per il risarcimento per i cosiddetti casi di malasanità. Come risposta autotutelativa  i medici sono stati costretti (vedi sentenze dei giudici) a mettere in campo strumenti noti come  “medicina difensiva” ( batteria di esami e visite  inutili sia per finalità di diagnostiche  che terapeutiche)  che gravano sulla collettività, sia come costi ma ancor peggio affollando le liste d’attesa e ritardando le diagnosi ai casi di reale utilità (tempestività di diagnosi per le patologie tumorali, ad esempio).
Dov’è il risparmio ?
Dov’è il Servizio Sanitario  Nazionale
( si legga; pubblico) ?
Anche ticket e’ una parola inglese che nell’accezione italiana  e contestualizzata significa: compartecipazione  parziale e percentuale alla spesa sanitaria.
Ma è molto eufemistico parlare di ticket perché  molte prestazioni erogate con il costo del ticket, in realtà vengono pagate per intero se consideriamo che  sono quasi equiparabile alla spesa che si sosterrebbe rivolgendosi ad un privato per la stessa prestazione.
Ogni tanto qualche scandalo viene a galla è giustamente tutti ci indigniamo e scandalizziamo, ma non è falso moralismo: oltre che feriti nella dignità ( e non è poco) veniamo lesi nelle tasche.
Siamo assisti, elettori, dipende come ci guardano (punto di vista e prospettico di interesse) ma non ultimi siamo contribuenti.
Se è vero , come è vero, che la salute è nostra ed i soldi pure. Siamo noi cittadini (contribuenti, elettori ed assistiti – tre figure in una stesso individuo e lungi da me similitudini blasfeme). Dicevo: siamo noi che vogliamo decidere in uno Stato Democratico, se ci riteniamo tale.
Certamente ci indigneremo di più quando sapremo quanto singolarmente spendiamo, a nostra insaputa, per pagare una convenzione con privati per l’Elisoccorso, per l’Esternalizzazione dei servizi, e per gli indennizzi per i risarcimenti.
Poi si saprà cosa significa veramente  Malasanità. Quella centrale e non  quelle periferiche”.