La Regione Calabria in prima linea per la diffusione di buone pratiche nell’ambito del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie

regione calabriaL’Assessore regionale allo “Sviluppo Economico” Carmen Barbalace è intervenuta , a Reggio Calabria, all’ “open day”, con al centro di discussione il riutilizzo sociale dei beni confiscati. La manifestazione rientra nel  progetto “NEMESIS. Topografia delle mafie” (finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della gioventù con capofila l’Osservatorio sulla ndrangheta e partner l’Associazione Sud/acrhiviostopndrangheta.it). L’iniziativa – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta –  è servita per la presentazione pubblica di un percorso multimediale realizzato sui beni sottratti alla criminalità organizzata del territorio. L’evento è stato preceduto dal “partner meeting del progetto CrePS” (Creare spazi pubblici, buone pratiche nella gestione dei beni confiscati), che ha coinvolto il Dipartimento regionale “Programmazione Nazionale e Comunitaria”, con il dirigente del settore Tommaso Calabrò, l’Osservatorio sulla ndrangheta con la referente del progetto Stefania Ziglio, il Junior Researcher Federico Alagna e l’Associazione Echolot con Benno Plassmannsi. Si è trattato di  un confronto operativo per delineare le prossime attività del programma che si svolgeranno a Berlino. All’articolata narrazione delle realtà di gestione più virtuose della provincia reggina ha preso parte anche, per il Dipartimento “Programmazione”, Nicola Mayerà. Nel corso del ricco scambio di testimonianze e di riflessioni tra associazioni, scuole e istituzioni locali sul tema è stata ribadita l’attenzione e l’impegno della nostra Regione che è capofila del progetto “CrePS”, finalizzato alla ricerca, alla formazione, alla disseminazione di buone pratiche e alla sensibilizzazione sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia ed altri gruppi criminali. Il programma è finanziato dalla Commissione Europea ed è realizzato in partenariato con l’Osservatorio sulla ndrangheta, la Fondazione Amadeu Antonio (Berlino),e l’associazione Echolot (Berlino) oltre all’Università Humboldt di Berlino e all’Università La Sapienza di Roma, come partner associati. La validità del percorso di conoscenza promosso nell’ambito del progetto “CrepS” è stata rimarcata dall’assessore Barbalace. “La tematica del riutilizzo sociale dei beni confiscati è di grande importanza per la Regione e per tutte le istituzioni locali calabresi. Oggi siamo qui – ha detto l’assessore Barabalace – in qualità di ospiti del progetto “NEMESIS” proprio perché abbiamo colto l’opportunità di mettere a sistema le numerose progettualità portate avanti dall’Osservatorio sulla ndrangheta sulla gestione e il riutilizzo dei beni confiscati. L’amministrazione regionale è capofila del progetto CrePS, di cui l’Osservatorio sulla ndrangheta è partner, che ci ha consentito di realizzare numerosi seminari di approfondimento, convegni internazionali di studio e ricerca comparata ed iniziative pubbliche a Berlino, a Reggio Calabria e a Roma che hanno permesso il confronto di altissima qualità tra giuristi, storici ed esperti del settore per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche”.

All’open day seguiranno, nei prossimi giorni, visite studio a Polistena ed a Rosarno. Un giro che si pone come fase conclusiva di un’attività di ricerca comparata e di un corso pilota realizzato presso l’Università Humboldt di Berlino mirata a fornire agli studenti tedeschi, e complessivamente all’opinione pubblica, una panoramica di base sulle mafie, la loro struttura e sull’importanza dell’aggressione dei patrimoni mafiosi o di altri gruppi criminali collegati (come ad esempio il movimento neo-nazista).  Tali iniziative hanno consentito di aumentare l’attenzione nei confronti delle tematiche del progetto e di coinvolgere altresì realtà della società civile in un percorso che vuole essere anche strumento fondamentale di contrasto, prevenzione e rafforzamento della vita democratica attraverso esempi concreti. I partner tedeschi, al contempo,  stanno costruendo una rete di attori istituzionali sociali interessati a prendere parte attiva nella realizzazione di un progetto pilota di riconversione proprio su un edificio confiscato al partito neonazista NPD.