Il Presidente Oliverio a Bova Marina per illustrare le strategie della Regione nelle aree interne e nell’area grecanica

Il Presidente Oliverio ieri era presente a Bova Marina per un dibattito relativo alle “Strategie Aree interne nell’area grecanica”

oliverioIl Presidente della Regione Mario Oliverio ha partecipato ieri ad un incontro-dibattito che si è svolto presso l’istituto ellenofono di Bova Marina sul tema: “Strategie Aree interne nell’Area Grecanica” ed a cui hanno preso parte, insieme al sindaco di Bova Marina, Vincenzo Crupi e al dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione, Paolo Praticò, numerosi sindaci, amministratori locali, rappresentanti delle forze sociali e sindacali e diversi dirigenti scolastici. Obiettivo del confronto: predisporre il piano di interventi previsti dal Programma Operativo Regionale alla luce dello stanziamento di circa 3,5 milioni di euro di risorse nazionali, ottenuto grazie alla delibera della Giunta regionale del novembre scorso che ha assegnato il ruolo di seconda area – pilota al comprensorio Grecanico.

Praticò ha illustrato ha sottolineato l’importanza dell’approccio integrato, necessario per adeguare i servizi essenziali, istruzione, salute, mobilità e promuovere progetti di sviluppo capaci di valorizzare il patrimonio naturale e culturale delle aree interne.

La parte centrale dell’incontro è stata riservata alle testimonianze dei soggetti locali: dirigenti scolastici, rappresentanti del Gal, di associazioni, il Pau e della società civile.

“La vera novità di questa strategia – ha specificato Oliverio, a conclusione dell’incontro – risiede nel metodo. Senza un quadro di riferimento d’insieme si corre il rischio di ripetere le esperienze negative del passato in cui, i diversi programmi di intervento, non hanno prodotto alcuna crescita e nessuna ricaduta positiva sul territorio. Occorre, quindi, assumere una visione di vasta scala evitando interventi parziali e frammentati. Ogni sindaco deve collocare i problemi del proprio Comune e della propria comunità all’interno di un disegno più vasto. Occorre stabilire, quindi, obiettivi comuni su cui investire ed utilizzare le risorse. In questa prima fase di governo della Regione abbiamo definito una serie di programmi e oggi abbiamo a disposizione un volume di risorse importanti da investire. Attraverso il coinvolgimento dei territori e degli attori principali che su di essi si muovono ed operano, vogliamo mettere in campo un progetto che ci consenta di realizzare obiettivi importanti, a partire dalla tutela della lingua, dell’identità, dei beni culturali e delle tradizioni grecaniche, che rappresentano un patrimonio straordinario per la nostra regione. Questa è la terra del bergamotto. Una terra ricca di tradizioni ed esperienze agroalimentari di eccellenza. Dobbiamo saper valorizzare al massimo queste nostre potenzialità per farne un fenomeno di grande attrattività”.

“I comuni, quindi –ha aggiunto il Presidente della Giunta regionale- devono rapidamente costituire un gruppo tecnico di lavoro per elaborare e definire un progetto complessivo di quest’area e, intorno ad esso, aprire immediatamente un confronto operativo con i diversi dipartimenti della Regione puntando, per esempio, a strumenti di automatismo e di sgravio fiscale che possano rendere più convenienti anche gli investimenti privati. Il nostro impegno è quello di garantire non assistenza, ma sostegno all’intraprendenza e al coraggio delle idee e dei progetti. Dobbiamo, infine, predisporre un piano integrato dei servizi, mettendo al centro della nostra azione  il tema delle competenze e dell’innovazione, che deve sostenere le potenzialità dei sistemi locali, delle esperienze di qualità che caratterizzano l’area grecanica.

“Tutto questo –ha concluso Oliverio- deve essere svolto nel pieno rispetto dei crismi della trasparenza, della legalità e del rispetto delle regole. Tutti dovranno avere le stesse possibilità di partenza, senza discrezionalità e preferenze. Su questa linea ci siamo mossi fino ad oggi e continueremo a muoverci in futuro, senza lasciarci minimamente intimorire da chi, utilizzando mezzi e strumenti di pressione, vorrebbero intimidirci, alimentando la cultura del sospetto e della denigrazione”.