Il Parco del Pollino candida la Foresta vetusta di faggio di Cozzo Ferriero a Patrimonio mondiale dell’Unesco

Tutte le Foreste vetuste di faggio dell’Europa sono da candidare a Patrimonio mondiale dell’Umanità

faggetaIl Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco ha approvato nel corso del 2010 il programma “Foreste di faggio vetuste dei Carpazi, in Slovacchia e Ucraina” per aggiungerle alle Foreste vetuste di faggio della Germania nel corso della 35a sessione nel giugno 2011 a Parigi. Il Comitato ha raccomandato agli Stati di Ucraina, Slovacchia e Germania, al fine di garantire un approccio globale per la conservazione dei boschi di faggio vetusti d’Europa, di collaborare con il sostegno della IUCN e il World Heritage Centre con gli altri Stati interessati alla ricerca di altre potenziali foreste vetuste di faggio al fine di assicurare la protezione di questi sistemi forestali unici. Nel processo di nuova nomina l’attenzione è focalizzata sulle regioni bio-geografiche situate alle basse latitudini, in particolare sulle “zone rifugio” e sui siti che presentano un gradiente altitudinale che permetterà alle faggete di adattarsi ai cambiamenti climatici. Il Parco Nazionale del Pollino con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Ente capofila del progetto), il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il Parco Nazionale del Gargano, ha aderito, nel corso del 2012, a tale iniziativa, candidando la Foresta vetusta di Cozzo Ferriero che risulta essere il nucleo vetusto di faggio più meridionale d’Europa, di fondamentale importanza all’interno degli studi sui cambiamenti climatici. La foresta vetusta di Cozzo Ferriero, estesa circa 70 ettari ed edificata da alberi di circa 400 anni di età, nel Comune di Rotonda, è stata candidata, per iniziativa dell’Ente Parco, a patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

Nella giornata di mercoledì 5 ottobre si è svolta una visita ispettiva da parte del Commissario internazionale UNESCO, Dott.ssa Lu Zhi (Cina), accompagnata dai funzionari del Parco, dalla Dott.ssa Cristina Potenza del C.T.A. di Rotonda, dal responsabile scientifico Prof. Gianluca Piovesan dell’Università della Tuscia, il Prof. Francesco Ripullone dell’Università della Basilicata, da vari ricercatori e guide del Parco. Le caratteristiche strutturali e bioecologiche della foresta di Cozzo Ferriero sono ben conosciute al mondo scientifico e della ricerca e gli studi finora condotti sulla stessa fanno parte di un corposo dossier tecnico in possesso del Commissario Lu Zhi. Esprime soddisfazione il Presidente del Parco On. Domenico Pappaterra per la conclusione di questa prima fase del processo di candidatura per il riconoscimento a patrimonio dell’UNESCO di questa meravigliosa faggeta.
Le foreste vetuste sono foreste poco alterate dalla mano dell’uomo in cui il disturbo antropico è pressoché nullo. Scrigni di biodiversità, veri e propri laboratori all’aperto, sono gli ultimi avamposti in cui la natura regna sovrana e per questo siti da proteggere e conservare con estrema cura. L’azione messa in campo dal Parco”, continua il Presidente “con la candidatura della faggeta a patrimonio mondiale dell’umanità è un ulteriore tassello del lungo e impegnativo percorso verso l’auspicato riconoscimento che è previsto nel corso del prossimo anno”.