ICityRate 2016, il direttore Gianni Dominici a StrettoWeb: “peccato per Reggio Calabria, eppure lì c’era una Rete Civica all’avanguardia…”

ICityRate 2016, focus sulle “smart city” in Italia e al Sud: intervista al direttore di FPA Gianni Dominici

reggio wi fi 04

Sono stati presentati oggi i risultati dell’indagine ICityRate 2016 che ha fotografato il livello di “intelligenza” delle città italiane, che purtroppo relega Reggio Calabria all’ultimo posto tra le 14 città metropolitane del Paese e al terzultimo della classifica generale. Eppure l’indagine ha fornito spunti molto interessanti e positivi sulla situazione delle città del Sud Italia. Commentando i dati ai microfoni di StrettoWeb, Gianni Dominici, Direttore di FPA (Forum Pubblica Amministrazione) e curatore della ricerca, ha voluto evidenziare proprio questo importante segnale che arriva dal meridione.

gianni-dominiciLe città del Sud – afferma Dominicisono certamente ancora distanti dalle aree traino del Paese, ma l’indagine ci fotografa un Sud che sta reagendo. E i soldi per i fondi strutturali 2014-2020 non sono ancora arrivati. Se si continuerà con quest’atteggiamento anche nella futura programmazione, c’è una grande occasione. Il miglioramento, purtroppo, è a macchia di leopardo, com’è tipico dell’Italia in cui ci sono eccellenze che non fanno rete e non fanno sistema. Sarebbe fondamentale che in questo qualcosa cambiasse“.

Dominici sottolinea i grandi passi avanti di alcune città del Sud, e soprattutto di Siracusa: “Siracusa è esemplificativa di questo Sud che sta reagendo e vuole ripartire proprio dalla crescita sostenibile e intelligente. Ci sono anche altre città come Matera, Lecce e Cagliari che stanno crescendo molto bene in tal senso. E’ un Sud che sta ritrovando se stesso, soprattutto grazie a giovani amministratori di colori diversi, trasversali politicamente, ma che hanno portato avanti temi nuovi legati alle innovazioni sociali. Questo ha portato a investire su giovani, su esperienze completamente diverse rispetto alla precedente cultura del territorio. Siracusa è una città che ultimamente ha migliorato le performance in tutti i settori, è una città che sta reagendo. E’ una città che sfrutta bene investimenti e capitale sociale, cioè soprattutto la possibilità di fare rete, lavorare con una logica di inclusione dei cittadini, delle scuole e di alcuni laboratori territoriali. C’è un movimento basato su una nuova cultura del territorio in cui la pubblica amministrazione non è separata da tutto il resto, ma si lavora tutti insieme per il bene comune“.

quattrone agataUna situazione ben differente rispetto a quella di Reggio Calabria: “purtroppo a Reggio tutto questo non è stato avviato, nonostante anche lì ci sia un’amministrazione nuova e giovane con un’assessore al settore preparata e volenterosa” (Agata Quattrone, nella foto, ndr). Ma Dominici non può usare mezzi termini per commentare le performance della città calabrese dello Stretto: “gli indicatori ci mostrano che a Reggio quello che sta succedendo in altre città del Sud non è ancora successo. Eppure in città c’era un grande gruppo di funzionari e dirigenti che si erano impegnati per la rete civica che era diventata un’eccellenza del territorio. Lo ricordo personalmente perchè circa 20 anni fa con la fondazione Censis eravamo stati a Reggio per avere un confronto su questi temi, in tempi non sospetti, e ho seguito molto negli anni i passi avanti che la rete civica del Comune di Reggio Calabria aveva fatto, realizzando progetti e sistemi all’avanguardia, come il wi-fi, le webcam, le stazioni meteorologiche. C’era una rete importante, che poteva crescere ancora e faceva di Reggio una città sulla buona strada proprio come “smart city”, poi s’è perso molto. E adesso, nonostante un’amministrazione nuova e giovane, non si vedono miglioramenti“.

PRESENTAZIONE SMART ROAD A3_versione_21_06_2016_caratteri_grandi_REVDominici ci ha spiegato anche cosa significa “smart city”: “una città intelligente è una città che garantisce sviluppo sostenibile e sicurezza contemporaneamente. E’ il concetto di resilienza. Non si può parlare di città intelligente se poi accadono cose come Amatrice, dove il territorio uccide per calamità naturali. La città intelligente deve garantire sviluppo sostenibile, smart city significa sviluppo senza devastare il territorio, e garantire al tempo stesso sicurezza per cose e persone. Dobbiamo usare tecnologie e conoscenze che abbiamo a disposizione per fare stare la gente sicura a casa propria, per evitare che per trovare la propria strada di vita i cittadini debbano emigrare altrove”. Ed è evidente che proprio su questi aspetti Reggio Calabria sia oggi evidentemente molto indietro, nonostante i passi avanti ottenuti negli scorsi anni con i nuovi spazi verdi, le isole pedonali e il tapis roulant che avevano incrementato gli spazi a misura d’uomo ottenendo maggiori livelli di sostenibilità.