Gioiosa Jonica (Rc), sabato Filippo Todaro si racconta con il suo ultimo libro dal titolo “SFAIS”

poesiaIl Club per l’UNESCO di Gioiosa Jonica con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune, sabato 8 c.m. con inizio ore 18,00 presenta l’ultima opera letteraria dello scrittore Filippo Todaro. “Sfaiss” è una raccolta di 29 racconti in cui le parole sono immagini. Leggendoli si può “vedere” la spiaggia di Roccella, ci si può guardare intorno nel museo di Reggio Calabria, si può “sentire” il silenzio della stazione di Amsterdam, ci si siede sulla panchina nella strada di Siderno dove affaccia la scuola, si guardano i fiori di cappero, si va al mare a pescare con la “sciabbica” … E forse il metodo per leggere e gustare questo libro sta proprio nel centellinare le “immagini” come se si fosse al cinema. La cosa più bella poi è che queste immagini non scaturiscono solo da descrizioni, ma da riflessioni, da pensieri e da iterazioni fra i personaggi espressi con la rara abilità di comunicare senza essere pesanti. Questa raccolta non è solo l’insieme di racconti scritti bene, c’è in essa, ed è evidente, un lavoro di costruzione, una sorta di filo sottile, anzi più di uno, che li lega insieme. Ci sono i “luoghi del cuore”, dove si è lasciato un po’ di noi, dove si sono vissute emozioni che hanno segnato la nostra esistenza e non dimenticheremo mai. Sono i luoghi dove spesso ritorniamo, fisicamente e con la memoria, in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo per ricordare come eravamo. Le “contrapposizioni” e il confronto tra realtà diverse: la Calabria ed Amsterdam, ad esempio, luoghi ugualmente amati, osservati, analizzati, vissuti. Da una parte i suoni, i colori, gli odori, i sapori della Calabria e dall’altra l’atmosfera silenziosa della stazione della città olandese. Anche i personaggi sono contrapposti, soprattutto i giovani e gli anziani e gli anziani che sono stati giovani. E sono contrapposti anche i tempi: l’oggi e l’allora. L’autore si muove con agilità nel tempo. Ci fa vedere com’era allora e ci fa interpretare i fatti di oggi con la testa e l’esperienza di un tempo. Una caratteristica che percorre tutti i racconti è il gioco, nel senso di giocare con le parole, con i fatti, con i personaggi. Nella trasposizione sulla carta delle sue osservazioni, nel narrare, è giocoso. Ha l’abilità di giocare, di porgere le storie un po’ sul serio e un po’ no. L’epilogo arriva sempre lasciandoci un sorriso se l’intreccio è divertente, portandoci serenamente all’ultima riga se la trama è seria, o anche triste. Spesso stupendo. In pratica, in questi racconti Filippo Todaro indaga sul tempo vissuto e scopre che si trasforma nel tempo della nostra vita. Lo fa intrecciando le sue storie personali con quella collettiva, con quelle di altre persone (un prete, una suora, il titolare di un bar, altri giovani degli anni sessanta …). Dipinge un quadro che si impone come cronaca del nostro mondo ma, d’altro lato, ci regala le immagini di un tempo in cui non saremo mai più. E ce le regala in modo che non scompaiano, che continuino a essere tangibili. E ci fa questo dono così, semplicemente, applicando quello che ha detto un importante filosofo spagnolo (José Ortega y Basset): “Abbiamo solo la nostra storia ed essa non ci appartiene”. Questo è un libro “speciale”, di quelli che rileggi volentieri più volte. Arrivati all’ultimo racconto, tiri il fiato e ci resti male perché avresti voluto continuare. L’Autore parlerà del libro insieme a Ugo Mollica e dell’Editore Domenico Garreffa, alla presenza dei suoi tanti estimatori con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Gioiosa Jonica, rappresentata dall’Assessore alla Cultura Dott.ssa Lidia Ritorto.