Formazione, Cirs Messina: “con la riforma tagliati i nostri corsi”

comitato-italiano-reinserimento-sociale“La riforma della Formazione, che avrebbe dovuto essere la panacea e, comunque, il riconoscimento delle buone prassi, si è rivelata una falcidia senza criterio”. Lo afferma la presidente del Comitato italiano reinserimento sociale (Cirs onlus) di Messina, Maria Celeste Celi, attraverso una lettera inviata a al presidente della Regione, Rosario Crocetta; al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone; all’ assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano; al sindaco di Messina, Renato Accorinti e al prefetto, Francesca Ferrandino. “Il nostro comitato, attivo da cinquant’ anni nel recupero della marginalità, e da oltre trenta nella campo della formazione professionale – ricorda Celi – ha sempre operato in modo puntuale e corretto e ciò è testimoniato dalla stima che godiamo tra la gente e, soprattutto, dal riconoscimento unanime delle migliaia di formati che, grazie ai nostri corsi, hanno trovato lavoro a Messina e in altre città. Eppure -aggiunge – tutto questo è stato ripagato dalla Regione siciliana con il totale disconoscimento, seppur con una valutazione ancora provvisoria, dei nostri corsi e in particolare di sei corsi progettati nelle aree professionali agro-alimentare, turismo e sport e servizi alla persona”. “Il Cirs di Messina lo possiamo dire a testa alta è rimasto indenne da qualsiasi provvedimento amministrativo e giudiziario – prosegue la lettera – e anzi godiamo della stima, della fiducia e dell’apprezzamento di tutti gli enti territoriali con i quali abbiamo lavorato e lavoriamo: tribunali, Comune di Messina, Asp, servizi sociali, centri per tossicodipendenti, scuole di ogni ordine e grado, ospedali e anche tantissime famiglie. Oggi, invece,veniamo tagliati fuori . Tutto questo dovrebbe fare riflettere le istituzioni che devono assumersi la responsabilità delle ripercussioni sociali, decidendo di togliere alla città e alle famiglie un servizio di prevenzione”. “Questo – osserva Maria Celeste Celi – provocherà danni gravissimi a oltre un centinaio di cosiddetti giovani ‘Neet’, che non lavorano e studiano, i quali con interesse si sono avvicinati ai nostri corsi per avere una concreta possibilità di apprendere nuove competenze spendibili nel mondo del lavoro. Enormi disagi avranno, inoltre, le famiglie coinvolte nel circuito della dispersione, fenomeno con recrudescenza importante a Messina, che perdono uno tra i pochi strumenti messi a disposizione dalle istituzioni per supportarle nel percorso di regolarizzazione della frequenza scolastica. Senza dimenticare il mondo della diversa àbilità che viene minato dalla scomparsa di un’offerta variegata in cui ritrovare la corretta risposta alle multiformi istanze di questa fascia debole e quasi per nulla protetta dalla società”. Infine, aggiunge il presidente del Cirs di Messina, “la macelleria sociale è servita: non possiamo dimenticare quello che si sta facendo con i lavoratori espulsi dalla formazione che, dall’oggi al domani si ritroveranno senza occupazione lavorativa, diventando improvvisamente categoria a rischio sociale per l’incapienza del mercato del lavoro a reimpiegarli in altro”. A questo punto – conclude la lettera – chiediamo con forza al presidente Crocetta e all’assessore Marziano una revisione attenta della riforma, confidando nelle modifiche opportune da fare in un’ottica di giustizia ed equità”.