Dagli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone” arrivano proposte concrete per colmare il gap di raccolta differenziata tra le 3 macro aree del Paese

Si sono appena conclusi gli “Stati generali del Sud”, la due giorni organizzata da Regione Campania e Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) presso il Teatro San Carlo di Napoli e dedicata all’analisi della gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, con particolare riferimento alle possibilità di miglioramento della raccolta differenziata di carta e cartone. Istituzione di strutture nazionali di controllo; monitoraggio costante; miglioramenti strutturali; informazione e formazione; gestione efficace ed efficiente delle gare d’appalto; progetti pilota e di ricerca sono alcuni dei 10 punti emersi come risultato finale di un dibattito durato due giorni tra istituzioni, imprese e addetti ai lavori con l’obbiettivo di proporre soluzioni concrete ai problemi che tutt’oggi si riscontrano nel Sud Italia. Base di partenza della discussione lo studio “Potenzialità e ostacoli della raccolta differenziata nel Mezzogiorno” realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che riscontra una situazione di stallo in cinque regioni del Sud (Puglia, Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia), dove troviamo ben 22 province con una raccolta differenziata complessiva al di sotto del 35%.

“Il ritardo non è dovuto a problemi di una singola filiera (essendo riscontrabile in tutti i comparti: dalla frazione organica passando per carta e cartone fino a vetro e plastica) ma piuttosto a difficoltà nell’organizzazione e nella gestione della raccolta differenziata in quanto tale.” – afferma Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – “Il rallentamento in queste cinque regioni e 22 province del Sud è talmente rilevante e il trend degli ultimi 10 anni così lento che senza un cambio di passo sarebbe estremamente arduo per l’Italia  rispettare gli obiettivi del nuovo pacchetto di direttive Europee sui rifiuti e la circular economy  e cioè il raggiungimento, entro il 2025, di un tasso di riciclo dei rifiuti urbani pari al 60% e dell’80% per alcuni rifiuti da imballaggio.”

I ritardi al Sud sono oggettivi ma disomogenei. Infatti sia i dati del 2015 che quelli dell’anno in corso, confermano, almeno per la raccolta di carta e cartone, che i risultati sono positivi.

“Le famiglie del Sud stanno dimostrando di essere pronte e disponibili a contribuire al successo della raccolta differenziata nelle loro regioni: lo dimostrano i dati della raccolta di carta e cartone che nei primi otto mesi dell’anno registrano una crescita del 10% (il doppio rispetto allo stesso periodo del 2015)”, dichiara Carlo Montalbetti Direttore Generale di Comieco. “Il potenziale è ancora enorme: parliamo di ulteriori 600mila tonnellate annue di materiali che ancora finiscono nell’indifferenziata, che si tradurrebbero in un guadagno per i Comuni di oltre 110 milioni di euro/anno tra corrispettivi economici riconosciuti da Comieco e minori costi di smaltimento. Per aiutare i comuni con deficit di raccolta a migliorare le proprie performance dal 2014 Comieco mette a disposizione due importanti fonti di finanziamento e di consulenza grazie ai circa 13 milioni di euro stanziati con il Banco Anci-Comieco e il Piano per l’Italia del Sud.”

L’obiettivo, pienamente raggiunto in questi due giorni di aperto confronto con amministratori, istituzioni e operatori del settore, è stato quello di individuare le strategie più efficaci per risollevare le sorti di alcune realtà nel Meridione necessarie per produrre un cambio di passo.

La raccolta di carta e cartone può rappresentare un importante fattore di traino di questo sviluppo perché attorno ad essa si sta consolidando quel patto civico tra gli enti locali e i settori industriali di impiego. Gli uni chiamati ad attuare efficaci politiche territoriali sotto il profilo dei servizi di raccolta, gli altri, operanti attraverso le rispettive filiere del recupero e del riciclo, tenuti a garantire il ritiro di quanto raccolto e l’impiego delle materie seconde nei propri cicli produttivi. Per lo sviluppo di queste potenzialità la proposta scaturita dalla prima edizione degli Stati Generali del Sud è dunque quella di:

  1.  Attribuire rilevanza nazionale al ritardo delle Regioni del Sud attraverso una struttura nazionale dedicata al recupero di tali ritardi nella gestione dei rifiuti;
  2. Effettuare un monitoraggio dei piani di gestione dei rifiuti urbani nelle Regioni del Sud ed elaborare indicazioni e indirizzi unitari ed efficaci attivando sistemi di rilevazione mensile dei dati di gestione dei rifiuti per ciascun comune;
  3. Migliorare l’utilizzo dell’impiantistica esistente per il trattamento delle frazioni dei rifiuti urbani raccolte separatamente e per la sua integrazione con potenziamenti e nuovi impianti;
  4. Puntare su raccolte differenziate di qualità;
  5. Attuare una campagna informativa e formativa straordinaria per il Sud coordinata e con fondi sia del Governo che delle Regioni;
  6. Prevedere un pacchetto di progetti pilota per incrementare le raccolte differenziate al Sud;
  7. Prevedere nelle gare per l’assegnazione della gestione dei rifiuti criteri di aggiudicazione stringenti e obbligatori per realizzare livelli avanzati di RD;
  8. Promuovere con le Università del Mezzogiorno progetti di ricerca per lo sviluppo della circular economy al Sud e incubatori di start up in materia;
  9. Proporre al Presidente della Repubblica di istituire o patrocinare un premio annuale in ogni Regione del Mezzogiorno per il primo Comune campione nel riciclo dei rifiuti;
  10. Prevedere commissari ad acta che a livello regionale predispongano programmi operativi da imporre ai soggetti gestori delle raccolte capaci di assicurare il ritiro e l’avvio al riciclo dei rifiuti raccolti separatamente.