Costantino (Gioventù Nazionale): “a Reggio Calabria al peggio non c’è mai fine, amministrazione Falcomatà inconcludente”

palazzo san giorgio (2)“Dopo l’ultimo articolo apparso su tutti i quotidiani, a nome del consigliere comunale Latella del Gruppo La Svolta, siamo ancora più sconcertati del solito. Che questa sia l’amministrazione più scarsa della storia di Reggio è ormai un dato di fatto; che abbiano ormai perso qualsiasi contatto con i problemi della città pure; ma dobbiamo, ancora una volta, dare credito al detto “al peggio non c’è mai fine”. Ogni volta che un esponente della maggioranza dice la sua i consensi proporzionalmente continuano a calare, ormai le alte percentuali dell’ottobre 2014 sono un lontano ricordo, la situazione sta degenerando in maniera incontrollata. Abbiamo appreso la proposta di creare un asilo nido all’interno dell’ospedale. Per carità, una bella proposta, ma prima di guardare ed intervenire presso altri enti, Latella e compagnia dovrebbero guardare prima all’ente che amministrano (male)”, scrive in una nota Angelo Costantino della Gioventù Nazionale-Fdi. “Vantano come un grandissimo successo- prosegue- una riapertura di un asilo nido al Cedir e due asili ancora da aprire ad Archi e Pellaro, situazione qui ancora con un punto interrogativo enorme ed in cui regna totale confusione: gli asili dovevano essere aperti già ad inizio ottobre; il bando per le domande è stato aperto nella settimana di ferragosto, quando tutti erano in vacanza, selezione zero e tutti i bambini ammessi ad usufruire del futuro servizio, vedremo come riusciranno ad organizzarsi In una città metropolitana in cui l’ordinario diventa straordinario, solo l’asilo nido riaperto dopo più di due anni di governo è francamente un fiasco. Non c’è nessun aiuto per le giovani coppie, per le madri dopo il parto che trovano difficoltà nel riprendere a lavorare, per le madri che lavorano e che non hanno nessuno a casa che possa badare ai propri figli, che magari non possono permettersi una babysitter. Carissimo Latella, in ospedale, anziché pensare all’asilo, perché non troviamo una  soluzione per chi viene ricoverato su una barella in corridoio?”, conclude.