Classifica ICityRate 2016: sorpresa Siracusa, per la prima volta la Sicilia entra nella top 15 città del sud. Bene anche Matera e Caserta

Classifica ICityRate 2016, tante città del Sud risalgono la classifica: trend di crescita, vola Siracusa

siracusaPresentato oggi a Bologna il rapporto annuale ICityRate 2016: l’indagine realizzata da FPA che stila la classifica delle città italiane analizzando 106 Comuni capoluogo sulla base di 105 indicatori statistici (in aumento netto rispetto agli 84 dello scorso anno) e sette dimensioni tematiche: Economy, Living, Environment, People, Mobility, Governance e Legality. In testa alla classifica Milano sempre più internazionale e in volata rispetto alle altre, Bologna salda al secondo posto e punta di diamante nella smart governance e Venezia, la new entry che sale sul podio spingendo Firenze in quarta posizione.

L’indagine fotografa un Sud in movimento, ancora distante dalla parte alta della classifica ma con distanze che si vanno riducendo. E una delle città artefici di questa generale ripresa è Siracusa, che sale di ben 16 posizioni dall’anno passato, superando Palermo e Catania ed esprimendo le migliori performance in indicatori quali la dispersione idrica, l’equilibrio occupazionale di genere, l’accessibilità degli istituti scolastici, la bassa presenza di giornalisti e amministratori minacciati.

i-lsud-che-miglioraOltre a Siracusa sono Messina, Catania, Caltanissetta e Trapani nel novero delle 16 città del sud che crescono maggiormente, mentre Trapani, Enna e Agrigento risultano fanalini di coda, rispettivamente al 100°, 101° e penultimo posto nel rating generale. Ragusa aumenta il suo rating di attrattività urbana nella dimensione Living. Tra le città meridionali che crescono di più troviamo anche Matera, che dall’80° posto del 2015 sale al 68° attuale. Bene anche Caserta, dal 95° posto del 2015 all’84° del 2016.

Per quanto riguarda le città metropolitane, Palermo, Messina e Catania si attestano nella parte bassa della classifica, rispettivamente al 10°, 12° e 13° posto sul totale delle 14 aree metropolitane.  Il capoluogo siciliano si distingue per un miglioramento nelle infrastrutture di connessione, mentre resta in fondo alla classifica per quanto riguarda la dimensione della legalità: dietro lei solo Reggio Calabria e Napoli.

“Quest’anno più che in passato ICityRate va a misurare, unitamente alla qualità del vivere urbano, la capacità delle città di farsi piattaforma abilitante, di guardare a traguardi lunghi facendo scelte e investimenti che puntano sui nuovi driver di sviluppo. – commenta Gianni Dominici, Direttore di FPA e curatore della ricerca – Il paradigma della Smart City negli ultimi anni ha sempre di più spostato l’accento dall’innovazione tecnologica all’innovazione sociale, al co-design, alla gestione dei beni comuni. In questa direzione sono andate le strategie europee della nuova programmazione, e in questa direzione stanno andando le politiche locali”.

Il riflesso di questa evoluzione del concetto di smart city e della sua traduzione nelle politiche urbane ha portato all’introduzione nell’ ICityRate di nuove variabili che vanno a misurare la capacità delle città di: accogliere e saper gestire i flussi migratori; attrarre cervelli e talenti e generare imprese innovative; attrarre finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione; rendere disponibili i dati pubblici; agevolare le pratiche d’uso sociale degli spazi pubblici; attivare reti e relazioni per la sostenibilità e la gestione delle politiche smart; garantire gli adeguati livelli di sicurezza e legalità.

I CityRate viene presentata nell’ambito di ICity Lab (Bologna, 20-21 ottobre): la manifestazione organizzata da FPA che mette al centro gli ecosistemi urbani, coinvolgendo i suoi principali attori –dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini alle realtà associative e produttive- in una discussione sugli strumenti di analisi e governance delle nostre città.

Due giorni di convegni, workshop, sessioni plenarie e dibattiti sulle practice e gli strumenti di gestione del territorio a partire dalla grande rivoluzione del Data Driven Decision Making, vale a dire la capacità di trasformare i dati grezzi in conoscenza esatta di quello che accade sul territorio, e di alimentare quindi visione strategica, azione e capacità decisionale, in grado di guidare lo sviluppo e il buon governo delle città intelligenti.