Calabria, sondaggio tra i cittadini: l’80% è insoddisfatto dell’operato del presidente Oliverio

E’ stato realizzato un sondaggio tra i cittadini per valutare l’indice di gradimento dell’operato del presidente della Regione Calabria: l’80% dei cittadini si dice insoddisfatto

oliverio (7)È di lunedì scorso la notizia del sondaggio realizzato da Swg e mirata a valutare l’indice di gradimento dell’operato del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e della sua Giunta regionale. Secondo quanto emerge dal succitato sondaggio l’80% del campione si ritiene del tutto insoddisfatto dell’operato del presidente Oliverio e l’indice di insoddisfazione della sua giunta arriva all’85%. L’articolo si conclude con la considerazione secondo cui l’attuale governatore è molto meno gradito dei suoi predecessori. Qualche giorno dopo la 7, televisione nazionale, ha verificato il consenso dei presidenti delle Regioni italiane per la trasmissione Piazza pulita ed il risultato del nostro governatore è praticamente capovolto: Oliverio svetta al 4° posto dopo Emiliano (Puglia), Zaia (Veneto), Toti (Liguria). Di più, tra il secondo e terzo trimestre 2016 Oliverio sarebbe cresciuto dello 0,3% passando da 53,2% al 53,5% del consenso. Di oggi i dati del sondaggio di Demoskopika per il Corriere della Calabria secondo cui la fiducia nei confronti di Oliverio si ferma al 37% registrando una flessione del 24% rispetto al risultato conseguito alle Regionali di due anni fa: dati ovviamente incomparabili. Impresa Calabria non può esimersi dal dire la sua in merito ed a farsene portavoce è il suo presidente, Mimmo Mallamaci. Senza alcuna volontà di mettere in dubbio i risultati esposti, né tanto meno di redigere un trattato di statistica, sarebbe innanzitutto indispensabile investigare sulle modalità di selezione del campione intervistato, come pure sulle modalità di realizzazione delle interviste. Nello specifico, le informazioni parzialmente assenti e che invece avrebbero dovuto necessariamente accompagnare la diffusione dei sondaggi sarebbero dovute essere (come peraltro previsto nella delibera n. 256/10/CSP dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativa al regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa):

  • criteri seguiti per la formazione del campione;
  • metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
  • numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
  • domande rivolte;
  • percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
  • data in cui è stato realizzato il sondaggio.

I sondaggi inoltre, continua il presidente Mallamaci, non devono avere un carattere autoriflessivo ed i numeri non possono essere letti acriticamente. È indispensabile chiedersi: è possibile che un sondaggio dia risultati completamente diversi a secondo di chi lo commissiona? Ed ancora: è sensato utilizzare i risultati dei sondaggi per giudicare il lavoro e la produttività di un governo fino anche ad arrivare a chiederne le dimissioni? Si va diffondendo nella vita pubblica una sorta di sindrome d’accerchiamento, in cui ciascuno si sente attaccato e si difende puntando alla delegittimazione dell’altro con l’effetto di una progressiva erosione di senso delle istituzioni e dei valori. Ma nessuno, che sia persona responsabile, può credibilmente esibire soluzioni immediate e di breve termine: l’emergenza va affrontata ma va coniugata con la prospettiva, con una visione lunga e di buon respiro ed il governo regionale sta nei fatti dimostrando di sapere operare su entrambi i fronti. E allora è giunto forse il tempo delle domande vere, di quelle radicali e scomode. Per trovare le risposte dobbiamo reimparare a porci le domande, dobbiamo saperci interrogare, assumere coraggio e responsabilità. Noi crediamo che la valutazione delle prestazioni debba concentrarsi sui risultati effettivamente ottenuti, senza mai perdere di vista il punto di partenza. Solo la conferenza stampa che il governatore ha pianificato a conclusione dei primi due anni di lavoro, solo lo snocciolare di numeri ed indicatori forniranno in modo quantitativo ed oggettivo gli obiettivi raggiunti partendo dal quadro iniziale sul quale nulla si poteva.