Aeroporto dello Stretto, l’Ugl: “nessuno si preoccupa dei lavoratori Sogas”

aeroporto dello strettoL’UGL TA con Salvatore De Lorenzo e Angelo Di Bua Giancarro prende atto, “amaramente, dell’assordante silenzio, per il momento in situ e non strabordante, di talune figure che parevano fino a pochi giorni fa attente ed accanite sostenitrici a difesa dei bistrattati lavoratori SoGAS. La scrivente organizzazione sindacale nonostante abbia ritenuto di non presenziare all’incontro in Prefettura promosso dal Prefetto dott. Di Bari, inviando a tal proposito comunicazione al Sig. Prefetto ed a tutte le altre parti sociali invitate al tavolo, continua a rimanere assolutamente vigile sulle estreme vicissitudini che l’aeroporto Tito Minniti sta vivendo insieme ai provati lavoratori in queste ultime settimane. Disarmante, almeno per chi scrive, la risposta letta sulle testate locali del liquidatore Dott. Femia circa i 9 possessori, dipendenti SoGAS, di ad personam per i quali  l’UGL TA, in una comunicazione precedente diffusa a mezzo stampa, “provocava” il liquidatore a voler provvedere ad una mobilità della elite dei 9, visto il diniego degli interessati di addivenire ad uno spontaneo taglio delle rispettive eccedenti ricchezze mensili acquisite nel tempo col “favoreggiamento” di alcuni “generosi” amministratori.  Tutto ciò, ovviamente, in un momento in cui è estremamente reale la possibilità di un fallimento per SoGAS. Prescindendo da una sconcertante e deludente lontananza sia nell’occasione del comunicato stampa della scrivente che nella successiva risposta del liquidatore, in cui nessuno degli altri “combattenti sindacali” ha partecipato o minimamente solidarizzato con l’UGL TA, non si può non considerare, invece, come è bastato veramente poco per “denudare” chi, impegnato momentaneamente a sfilare sul red carpet aeroportuale, indossava abbigliamento inadatto alla passerella. La continuità di coloro i quali sono responsabili dello sfascio societario, con la nomina a liquidatore del Dott. Femia, è servita su un piatto d’oro. Egli deve difendere a tutti i costi, anche al costo di mandare tutto il personale a casa, con espressioni quasi commoventi “l’utilità dei nine brothers”. Ci viene in mente, ad esempio, l’Ing. L. Federico, uno dei 9 detentori di ad personam stellare, la cui moglie l’Ing. Catalfamo, ex consigliera del CDA SoGAS SpA e anche dirigente della Provincia di RC ha, per circa un lustro “imperversato” nel CDA della Società di Gestione e, guarda caso, proprio durante quel periodo fu deliberato l’ad personam del marito. Perché ci viene in mente non ce lo spieghiamo, ma ci viene in mente e lo scriviamo. Andando oltre queste miserie anzi queste ricchezze quotidiane di taluni dipendenti, ci chiediamo perché il Tribunale Fallimentare non sancisca il fallimento per la già “defunta” SoGAS. Quale la motivazione di questa attesa sapendo bene che non esistono alternative? Attesa che, tra l’altro, svilisce tutti i lavoratori già sfiniti per quanto sino ad oggi occorso. L’UGL TA chiede agli Enti Soci della SoGAS che, fin da subito, si provvedano a garantire, per tutto il personale,  certezze sul futuro lavorativo di ciascun singolo dipendente, prendendo in considerazione, laddove fosse necessario, anche la sistemazione al lavoro dei dipendenti presso le partecipate agli Enti. Pertanto crediamo fortemente che questo sia veramente il minimo che gli Enti Soci della SoGAS hanno il dovere di concretizzare per la serenità dei lavoratori tutti dopo 5 anni di mortificazioni e distruzione. Ed, in ogni caso, lo si faccia ad espiazione dei propri peccati”.