Aeroporto dello Stretto: le parole di Bernardo Femia, liquidatore di Sogas

aeroporto dello strettoLa Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto precisa innanzi tutto che il dott. Bernardo Femia è stato nominato dalla Assemblea dei Soci quale Liquidatore della Società e, pertanto, è fuori luogo attribuire allo stesso il titolo di “commissario” poiché lo stesso non dispone di poteri particolari, infatti, se non quelli conferiti dai soci conformemente a quanto prescritto dal codice civile, né di poteri autoritativi e/o amministrativi di sorta. “La situazione della Società Aeroporto dello Stretto – dichiara il Liquidatore dott. Bernardo Femia  - meriterà, a tempo e luogo debiti, una approfondita disamina ad ampio spettro, ma non è questo né il tempo, né il luogo: è il momento solo di rimboccarsi le maniche e di tirare fuori dalle macerie ciò che ancora è vivo. Vale la pena puntualizzare – sottolinea Femia – che l’Aeroporto è ancora aperto solo perché si arrecherebbe un danno grave e irreparabile alla comunità che ben difficilmente, una volta persi i vettori e gli operatori che ruotano sull’esistenza dello scalo, potrebbe riaprire in tempi brevi, con ciò che ne consegue non solo al servizio del trasporto civile, ma anche a quello sanitario emergenziale e non, giusto per citarne alcuni. Questa è una conoscenza condivisa da tutti gli operatori, specie da parte dei dipendenti di cui ci si è fatto responsabilmente carico. Se la SOGAS fosse un supermercato avrebbe già chiuso – evidenzia Femia -  ma svolge una funzione pubblica strategica per il territorio e chiudere i battenti dell’aeroporto è un lusso che una Città metropolitana non si può permettere. Ciò precisato, occorre ancora doverosamente riferire che gli “assegni ad personam e le voci equivalenti” conferiti ai dipendenti in anni passati non appaiono essere nati come “prebende”, ma sono frutto delle mansioni aggiuntive e spesso più onerose rispetto quelle ordinarie contrattuali, attribuite a soggetti che ne avevano le qualifiche e che ancor oggi hanno, si cita ad esempio, l’onere delle reperibilità h.24 ovvero sino a ieri hanno seguito progetti volti al miglioramento della oramai vetusta struttura aeroportuale. Si può discutere sul modo in cui sono stati conferite le indennità aggiuntive, d’autorità “commissariale” e non attraverso una adeguata contrattazione di secondo livello, ma, ripeto, non è questa la sede, né il momento. Sta di fatto che oggi, gli “ad personam” sono entrati a pieno titolo nel patrimonio e nelle legittime aspettative dei dipendenti destinatari e l’unico modo per addivenire ad una loro riduzione è una nuova negoziazione innanzi all’Ufficio del Lavoro. Si fa affidamento sul senso di responsabilità di tutti – dichiara Femia –  essendo anche disponibile a soluzioni alternative negoziate, ove economicamente percorribili. Il progetto, poi, redatto – nel pochissimo tempo a disposizione – affinché il Tribunale fallimentare sia messo nelle condizioni di poter valutare la concessione dell’esercizio provvisorio già in una probabile Sentenza di fallimento, tiene conto di scelte di massima condivise dai Dirigenti dei servizi (Post Holders) riguardo alle esigenze di personale per mantenere la corretta funzionalità aeroportuale. Non vi sono preclusioni di sorta su alcuno dei lavoratori, sia detto a chiare lettere, tant’è che già il 13 ottobre i sindacati hanno convenuto l’esigenza di concretizzare, al più presto, un programma di lavoro che preveda, fintanto che possibile, la rotazione – in una auspicabile Cassa integrazione straordinaria – di tutto il personale dipendente. La mia ferma volontà, che spero non sia in controtendenza, è quella di un continuo e serrato dialogo con i lavoratori affinché responsabilmente si espongano i problemi e si sia tutti disposti a mettersi in discussione rivedendo e smussando pregiudizi, conflittualità e prese di posizione che non hanno oggi alcun senso. All’opinione pubblica va significato tuttavia – conclude Femia – che è proprio gran parte del personale che gode delle indennità aggiuntive che si è fermato al lavoro con lo scrivente, in questi giorni, sin quasi alle ore 22:00 e che molti altri hanno dato la propria totale ed incondizionata disponibilità a collaborare per far sì che il malato terminale SOGAS abbia una degna eutanasia. Infine una sollecitazione: occorre urgentemente sapere quale possa essere il destino del personale SOGAS. Verranno assorbiti nella nuova gestione aeroportuale? Verranno reimpiegati negli Enti partecipanti dando attuazione all’art. 25 della Legge 175 del 2016? Occorre una precisa risposta anche ai fini della concessione della CIGS in caso di fallimento. Questa è la risposta, fra le altre, che si dovrebbe urgentemente avere da chi di competenza in questo momento. E per esaminare le tematiche rappresentate, il prossimo 20 ottobre è stato già convocato un tavolo in Prefettura dove è prevista la presenza del Liquidatore SOGAS S.p.A., della Direzione Aeroportuale ENAC Calabria, dei rappresentanti degli enti soci Regione, Provincia e Comune di Reggio Calabria oltre che delle organizzazioni sindacali di comparto FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL Trasporto Aereo queste ultime manifestanti le proprie preoccupazioni per il futuro occupazionali dei lavoratori con conseguenti ricadute anche sull’attività aeroportuale.