Villafranca Tirrena, lanterna di Bauso: tre giorni tra mito e realtà

locandina_lanternaValorizzare il territorio con attività marinare, sportive e culturali. Questo lo scopo delle iniziative promosse dall’”Associazione Vulcania” tra Villafranca Tirrena e Saponara. Un sodalizio che, come recita il suo “slogan”, è una “eruzione di idee” grazie al un gruppo di amici che la hanno fondata. L’ultimo evento si è concretizzato nei giorni scorsi, tra il 4 ed il 6 settembre. Grazie all’autorizzazione ricevuta dalla Capitaneria di Porto, il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Villafranca Tirrena, un tratto di spiaggia, quasi confinante con Saponara Marittima, è stato scenario di rievocazioni storiche, spettacoli e manifestazioni artistiche.

L’idea portante è stata ripercorrere le orme della battaglia navale di “Nauloco”  (in greco antico Ναύλοχα, ovvero “rifugio per le navi”) combattuta il 3 settembre del 36 a.C. tra la flotta di Sesto Pompeo, figlio di Gneo Pompeo Magno, e quella di Marco Vipsanio Agrippa, ammiraglio di Ottaviano, in un tratto di costa sulla cui collocazione gli studiosi si dividono. La disfatta di Sesto segnò la definitiva sconfitta dei partito pompeiano e la fine della sua opposizione al Secondo triumvirato. Va ricordato che nel settembre del 2008 venne ritrovato in mare un rostro, recuperato dal Nucleo dei Sommozzatori della Capitaneria di Porto di Messina, riconducibile proprio a questa battaglia. L’antica cittadina di Nauloco, difatti, sarrebbe stata situata tra Mylae (odierna Milazzo) e capo Peloro. Tra le varie tesi, in particolare, secondo uno studio del professor Claudio Saporetti, doveva trovarsi all’incirca nella zona di Divieto, a Villafranca Tirrena.

Con l’intervento di diversi appassionati e volontari il tratto di spiaggia è stato ripulito e, giocando con la fantasia, sotto la sabbia sono collocati piccoli manufatti di terracotta con l’intendo di impegnare i più giovani in una gara nel rinvenimento di reperti archeologici. Nella stessa area insiste un antico pozzo che per l’occasione è divenuta la cosidetta “lanterna di bauso”, il faro che guidava verso il rifugio sicuro. La lanterna è stata rivestita con dei pannelli ed “accesa” ogni sera con una illuminazione artistica. Altri pannelli sono serviti per simulare il famoso conflitto con la realizzazione di imbarcazioni, scudi, spade e quant’altro potesse aiutare ad immergersi nell’atmosfera dell’epoca. Altra partecipata iniziativa, che ha coinvolto numerosi bambini e ragazzi, è stata quella della realizzazioni di disegni e dipinti che sono stati premiati durante la serata conclusiva. Tra le opere ha spiccato quella realizzata da una piccola, Matilde Mattei, di appena due anni.

Soddisfatto per l’iniziata Natale Puleo, vicepresidente di Vulcania e primo promotore dell’evento. “Abbiamo voluto lanciare – spiega Puleo – questo appuntamento per sensibilizzare, sopratutto i più giovani, alle tematiche ambientali, al rispetto del nostro litorale e infondere in loro anche la curiosità per le nostre radici e per la ricerca storica. L’associazione che opera da più di un anno ormai ha già in cantiere nuove iniziative. Non abbiamo intenzione di fermarci”.