Usb: “anno zero per il trasporto pubblico locale in Calabria”

usb“L’annunciata “rivoluzione” che avrebbe dovuto interessare un settore strategico come il TPL promessa dall’assessore Musmanno, un tecnico/teorico prestato alla politica, si è dimostrata un semplice pannicello caldo per un sistema che continua a non funzionare e quindi, non contribuisce decisivamente alla crescita sociale ed economica della Calabria. Le ultime modifiche degli orari del servizio ferroviario su rete interconnessa ai corridoi nazionali, organizzato solo in  ragione degli interessi dell’esercente FS, non intervengono concretamente sulle tante criticità che sono emerse nel passato e nel appena trascorso periodo estivo che, certamente, saranno amplificate con l’apertura delle scuole e con il ritorno a lavoro dei tanti pendolari. Modifiche che  lasciano irrisolta, inoltre, la situazione concernente l’integrazione oraria tra il trasporto ferroviario regionale con i treni a lunga percorrenza e quelli cosi detti a ”mercato” come denunciano quotidianamente pendolari e associazioni di consumatori. Così come non è mai stato realizzato, e meno male, il curioso progetto previsto nel Nuovo Piano regionale dei Trasporti, annunciato in pompa magna  dal presidente Oliverio, che prevedeva, al fine ridurre i tempi di percorrenza con la Capitale degli attuali treni a mercato, di tagliare fuori Napoli Centrale e la soppressione di alcune fermate. Ma non sarebbe stato logico pretendere nuovi collegamenti veloci aggiuntivi da FF.SS e Trenitalia? Forse, il dubbio è legittimo, nulla si è fatto in questo segmento per evitare che i grandi elettori che fanno business con i servizi su gomma potessero in qualche “lamentarsi”. Nel merito del nuovo programma riguardante i servizi ferroviari regionali tanto strombazzato, si è avuto modo di verificare che si continuano a sopprimere servizi trasformandoli in sostitutivi su gomma, che è bene ricordare hanno un costo pari al 20% del costo del treno, e si confermano servizi con bassa o inesistente frequentazione ma utili all’organizzazione tecnica delle Ferrovie dello Stato che in questo periodo gestisce per contrato il servizio; Di contro, sono soppresse alcune coppie di treni nelle ore mattutine generando “buchi” fino a cinque ore sulla relazione/tratta CZ-Lamezia Terme, e si continua a effettuare treni a orari assolutamente incomprensibili come il collegamento CZ-Lamezia T. delle ore 5,47 e  Lamezia T-CZ delle ore 21.40“, scrive in una nota Mario Pescatore dell’USB Lavoro privato- Comparto Trasporti

“Non si ha voce – prosegue- d’interventi concreti sulla così detta traccia oraria che definisce il percorso di ogni singolo treno riportato in forma grafica dove si evidenziano, direzione, incroci, orari fermate, cadenzamento. Tutte informazioni molto utili ai cittadini utenti. Nel servizio automobilistico la situazione è ancora più catastrofica. Dall’insediamento dell’assessore Musmanno sono diverse le stravaganti e velleitarie iniziative partorite dal Dipartimento trasporti della Regione Calabria tra tutte quella di provare a trasformare l’area antistante all’aeroporto di Lamezia Terme in Hub del trasporto su gomma e d’integrazione vettoriale senza nessun coordinamento degli orari con i vari concessionari e senza integrazione tariffaria che dovrebbe essere alla base di una vera integrazione modale. Il risultato? Un disastro sotto tutti i punti di vista poiché l’idea è stata partorita senza valutare come e dove si spostano i flussi, mentre sarebbe logico migliorare il servizio per renderlo appetibile e concorrenziale al mezzo privato magari anche dal punto di vista dei costi. Questo è stato il risultato dell’innovazione dei servizi nel periodo invernale mentre nel periodo estivo, e più precisamente nelle giornate di sabato e lunedì di solito riservate agli arrivi e alle partenze dei flussi turistici, i servizi sono stati ridotti se non addirittura soppressi. Tra l’altro è stato soppresso anche il servizio a chiamata AL Volo gestito da un’ATI partecipata dalle Ferrovie della Calabria e dall’AMACO. Forse sarebbe stato il caso di implementare i servizi e non solo di adeguare il programma orario.

Ma la politica dell’annuncio si sa -aggiunge-  pratica degli escamotage per far apparire il tutto come un incremento di servizi e nella logica della “razionalizzazione” si continua a tagliare. Nessun nuovo collegamento quindi, con città e aree interne d’interesse enogastronomico, culturale e ambientale per favorire l’afflusso dei possibili turisti. Questo avviene in una regione che si candida a essere polo attrattivo per un turismo di massa. Una regione dove, per scelta politica, il servizio domenicale e festivo è inesistente. Infatti, siamo l’unica regione italiana dove si toglie il diritto alla mobilità ai cittadini e, contrariamente ai propositi di una classe politica assolutamente inadeguata, senza progettualità e valorizzazione del TPL,  si limita anche quella dei sempre più marginali flussi di turisti che si avventurano nella nostra terra alla ricerca di benessere e per godere delle nostre bellezze. Il tutto nell’ottica liberistica che ritroviamo nella legge 35/2015 dove si decreta l’idea che il TPL è un semplice costo da ridurre progressivamente e non un settore strategico e volano per l’economia di altri settori come, appunto, il turismo. A peggiorare le cose c’è la questione del parco autobus. Le aziende concessionarie calabresi, in particolare quelle pubbliche compreso la controllata regionale Ferrovie della Calabria, sono alle prese con mancanze strutturali di materiale rotabile e quello in esercizio ha un’età media di oltre quindici anni nelle aziende pubbliche e di oltre dieci anni nelle aziende concessionarie gestite da privati. Ciò posto, dopo gli inutili proclami, dopo il fallimento della piattaforma CORE fortemente voluta dall’assessore Musmanno e una Legge regionale, la 35/2015, di cui si è intestato la paternità che non ha risolto i problemi legati alla sicurezza dei trasporti, è visibile a tutti i cittadini e in particolare agli utenti la totale assenza d’infrastrutture dedicate utili a garantire la sicurezza cui si va ad aggiungere l’inadeguatezza delle aree geo localizzate dove insistono le fermate, quindi autorizzate dalla Regione Calabria, collocate in zone pericolose e per il 90% non in regola rispetto alle Norme imposte dal Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada. Una situazione estrema che, purtroppo, non è neppure segnalata dagli organi di polizia deputati al controllo della sicurezza stradale, come se tutto ciò fosse una cosa avulsa dai compiti che lo Stato deve assolvere a garanzia della sicurezza dei trasporti. Noi abbiamo provato a migliorare questi aspetti chiedendo in sede di audizione presso la IV Commissione e nelle osservazioni al disegno di Legge regionale afferente il TPL, la messa a norma delle fermate e la costituzione di un Commissione per l’attuazione corretta dei CCNL e delle Leggi di riferimento del settore allo scopo di tutelare il personale dipendente, le imprese che rispettano le norme e, ovviamente, i cittadini utenti. A noi non resta altro che affermare ché il progetto Musmanno e quindi il progetto Oliverio riguardo il TPL è fallito, e che è tanta la distanza tra chi pratica ovvero teorizza e il campo pratico. Consigliamo, a questo punto, al prof. Musmanno, di ritornare all’insegnamento dove, siamo sicuri e lo affermiamo con contezza, ottiene risultati migliori”, conclude.