Terremoto Centro Italia: dalla Sicilia task force di tecnici, valuteranno l’agibilità degli edifici

Una squadra di tecnici valutatori partirà dalla Sicilia per raggiungere le zone del centro Italia colpite dal sisma

LaPresse/Manuel Romano/NurPhoto

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Tra lunedì e martedì prossimi una squadra di tecnici valutatori partirà dalla Sicilia per raggiungere le zone del centro Italia colpite dal sisma. Toccherà anche a loro dare una mano per valutare l’agibilità degli edifici messi a dura prova dalla scossa che nella notte fra il 23 e il 24 agosto ha devastato i paesi di Accumoli, Amatrice, Pescara del Tronto e Arquata, seminando morte e devastazione. “Sulla base delle richieste che si sono pervenute dal dipartimento nazionale – spiega all’AdnKronos il capo della Protezione civile siciliana, Calogero Foti – abbiamo già inviato sui luoghi colpiti quattro unità cinofile. Non è partita, invece, la colonna mobile, subito approntata e messa a disposizione. Quelle inviate dalle Regioni più prossime sono state sufficienti al momento”.

Partiranno, invece, nei prossimi giorni i tecnici valutatori dell’agibilità e del censimento del danno. Si tratta di geologi, ingegneri, architetti e geometri, che devono avere, però, requisiti precisi. “Un’esperienza pregressa nel censimento danni e nella valutazione dell’agibilità, aver partecipato già a emergenze oppure avere frequentato un corso di classificazione Ntn (Nucleo tecnico nazionale)”. E la gara di solidarietà è scattata anche in questo caso, non facendo trovare la Sicilia impreparata. “Abbiamo ricevuto oltre 300 adesioni, adesso stiamo facendo una scrematura sulla base delle indicazioni del dipartimento nazionale” spiega Foti. La ricerca è stata condotta tra i tecnici degli Enti locali e della Amministrazione regionale e inoltrata anche agli ordini professionali, che si raccorderanno, però, direttamente con la Protezione civile nazionale.
Una grande mobilitazione che per Foti è “assolutamente normale”. “Penso nasca anche grazie a una cultura maggiore che sta maturando sull’argomento”. Una risposta sempre più attenta a cui si associa una macchina della gestione dell’emergenza ben rodata. “Il sistema ha risposto perfettamente, l’esperienza del passato aiuta a non ripetere gli stessi errori” conclude Foti. (AdnKronos)