Sanità, la Fil è rammaricata “che i lavoratori dell’ASP non abbiano ancora visto riconosciuto l’acconto del 30% sulla produttività degli anni 2010-2015″

sanitàLa Segretaria della FIL,  rammaricandosi che i lavoratori dell’ASP Provinciale di Reggio Calabria non abbiano ancora visto riconosciuto nella busta paga l’acconto del 30% sulla produttività relativa agli anni 2010-2015 si rivolge ai Commissari Straordinari. “Egr. Commissari, la Federazione Italiana Lavoratori chiede una assunzione di responsabilità in merito alla vicenda relativa all’erogazione dell’indennità di produttività, con il rispetto degli impegni assunti con accordo sindacale. Dal mese di Marzo ad oggi, il mancato rispetto di quanto concordato ha comportato malumori e disagi per i dipendenti dell’Azienda che finiranno per ripercuotersi sulla qualità del lavoro e dunque sull’utenza con lo sciopero programmato per il 20 cm. Le ragioni addotte, di volta in volta, a giustificare il mancato rispetto degli impegni assunti sono secondo noi superabili e comunque non imputabili ai lavoratori: intanto va considerato che i disagi derivanti dall’accorpamento delle ASL di Locri e Palmi è addebitabile all’inerzia di Commissari e Direttori Generali che non sono stati in grado di rendere l’Azienda un corpo unico; per quanto concerne la determinazione del fondo ricordiamo ai Commissari che fino al  2010 è stato corrisposta l’indennità e che su quella base si può procedere tranquillamente ad ottemperare quanto concordato; infine, essendo stato stabilito di procedere con un “acconto”, è superabile anche la verifica richiesta dal Collegio Sindacale, in attesa di una definizione compiuta di quanto necessario. Riteniamo dunque che non ci siano reali motivi ostativi ma solo la necessità di una assunzione di responsabilità da parte Vostra nel voler davvero mettere la parola “fine” a questa incresciosa situazione”. A questo punto ci auguriamo che l’Azienda provveda in questo mese a mantenere gli accordi presi, magari migliorando quanto previsto e portando l’acconto dal 30 al 50% per dar modo ai dipendenti di “recuperare” il tempo perso”.