Ricetta digitale, ci siamo quasi: l’Italia è all’80%, ma la Calabria è la pecora nera ancora ferma al 27%

Ricetta digitale: tra le regioni più virtuose troviamo la Campania e il Veneto con l’89,5%, seguite da Molise (88,4%) e Sicilia (87,8%). Ultime la Calabria (26,7%) e la provincia autonoma di Bolzano (2,6%)

ricetta-elettronica-1Ricetta medica- Ormai tutte le Regioni hanno ormai introdotto la ricetta elettronica, portando in Italia la quota delle prescrizioni digitali all’80%. Si pensa che il definitivo addio alle ricette rosse potrebbe esserci entro fine anno. Tutto ciò comporterà un risparmio alla sanità pubblica. “Se si considera che in un anno di impegnative per farmaci se ne fanno circa 600 milioni e che ognuna costa 40 centesimi solo per la stampa e la carta fornita dal Poligrafico di Stato (con filigrana antifalsificazione), il risparmio per il solo 2017 potrebbe essere di almeno 250 milioni. A cui aggiungere i risparmi nel trasporto per portare i ricettari da Roma verso il resto d’Italia e quelli che derivano dal controllo informatizzato delle ricette al posto di quello manuale”, chiarisce all’ANSA Daniele D’angelo, direttore di Promofarma. “Questo traguardo costituisce un grande risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, ma anche per gli italiani – sottolinea la presidente di Federfarma Annarosa Racca – perche’ la ricetta digitale vale su tutto il territorio del Paese. Quindi i cittadini possono andare con l’impegnativa del proprio medico in qualsiasi farmacia italiana e avere il farmaco dispensato, pagando il ticket della propria regione di appartenenza. Spesso la gente ancora non lo sa”.

In base agli ultimi dati di Promofaricettarirma, relativi a luglio, la media italiana di ricette digitali rispetto al totale di quelle emesse è del 77%. Tra le regioni più virtuose troviamo la Campania e il Veneto con l’89,5%, seguite da Molise (88,4%) e Sicilia (87,8%). Ultime la Calabria (26,7%) e la provincia autonoma di Bolzano (2,6%). “Visto che i dati sono relativi a luglio, pensiamo sia realistico arrivare al 90% di ricette elettroniche in tutta Italia entro fine anno”, commenta D’Angelo. Questo infatti era l’obiettivo previsto dall’Agenda Digitale, “perche’ anche quando il sistema sara’ completamente a regime restera’ sempre una quota pari a circa il 10% di farmaci per i quali continuera’ ad essere utilizzata la ricetta rossa, come per i farmaci in distribuzione per conto e quelli contenenti sostanze psicotrope”. Tra i fautori della e-prescription, Enzo Chilelli, direttore generale Federsanita’ ANCI: “sarebbe il caso – afferma- che venisse usata per tutti i farmaci, anche per la prescrizione degli oppiacei, e si smettesse completamente di stampare le inutili e costose ricette rosse. Sarebbe un altro piccolo passo verso la semplificazione amministrativa del nostro Paese che fatica molto a gestire processi di innovazione”.