Reggio Calabria, Tripodi (PCI): “Falcomatà è imbarazzante”

palazzo san giorgio“Le vergognose e imbarazzanti affermazioni del sindaco Falcomatà, caratterizzate dal cortigiano consenso all’ultima barzelletta elettorale di Renzi in merito al ridicolo annuncio della costruzione del Ponte sullo stretto, rappresentano, con lampante chiarezza, la concreta e definitiva certificazione dell’assoluta inadeguatezza, coniugata all’assoluta mancanza di coerenza, che caratterizza il fallimentare sindaco di Reggio Calabria.Fra l’altro, anche la penosa “toppa”, utilizzata dallo stesso sindaco per tentare di rispondere al giustificato diluvio  di critiche ricevute a seguito del suo inequivocabile tradimento e voltafaccia sul tema della costruzione del dannosissimo Ponte sullo stretto, è decisamente peggiore del “buco” caratterizzato dalle sue prime dichiarazioni.Insomma, una nuova tristissima perla negativa che segnala la bieca subalternità di Falcomatà  all’attuale Presidente del Consiglio-Pinocchio; una subalternità che coinvolge la città e il territorio in quanto il sindaco Falcomatà, senza alcun senso del pudore, pur di ubbidire a Renzi, ha clamorosamente smentito se stesso e il formale patto che aveva pubblicamente sottoscritto con gli elettori reggini. Infatti, Falcomatà, pur di dimostrare cieca fedeltà ai penosi proclami di Renzi, si è pubblicamente rimangiato il suo programma elettorale presentato ai cittadini”, scrive in una nota Ivan Tripodi, segretario cittadino del PCI. “Un  programma -prosegue- formalmente sottoscritto, che era alla base della sua candidatura e nel quale, come noto, era scritto a caratteri cubitali un secco e rotondo NO, senza se e senza ma, alla costruzione del Ponte sullo stretto. Pertanto, il sindaco di Reggio evidenzia macroscopicamente la sua pochezza politica e conferma, ancora una volta, la sua assoluta inadeguatezza a ricoprire l’importante ruolo di sindaco della città. Se i reggini, a partire, per esempio, dalla quasi totalità dei dipendenti comunali, hanno totale e incontrovertibile sfiducia nei confronti della fallimentare giunta Falcomatà i motivi sono chiarissimi e non lasciano spazio ad alcun alibi o giustificazione. Del resto, basta rammentare l’episodio della vendita del Parco Caserta, piuttosto che l’assenza nella questione del morente aeroporto oppure l’assordante silenzio sulla vicenda relativa alle prospettive del porto di Gioia Tauro: su tutti questi scottanti dossier, fondamentali per il futuro della città metropolitana, appare paurosamente lampante a tutti i cittadini la titanica incapacità amministrativa della fallimentare giunta Falcomatà. In ogni caso, ribadiamo -aggiunge- al contrario del subalterno Falcomatà, la nostra ferma contrarietà alla costruzione del Ponte sullo stretto che, comunque, come tutti hanno ben compreso, viene blandita da Renzi solo e semplicemente come annuncio elettorale in vista dell’imminente referendum costituzionale. Un referendum che, grazie all’intelligenza degli italiani, rappresenterà la fine politica del Pinocchio di Rignano sull’Arno e la debacle del PD. Crediamo che Falcomatà debba pensare rapidamente a cambiare “mestiere” poiché sta dimostrando di non essere assolutamente capace di svolgere il delicato ruolo di sindaco della città. Questa vicenda, infatti, ha palesemente evidenziato come Reggio e i reggini, con i loro drammatici problemi, sono l’ultimo pensiero del sindaco dei selfie  Giuseppe Falcomatà. Aveva proprio ragione Oscar Wilde, il quale in uno dei suoi tanti aforismi affermó: “un cinico è una persona che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente”, conclude.