Reggio Calabria, terza giornata dell’iniziativa nazionale dei Consulenti del Lavoro [FOTO]

congresso23_4288“Rifarei tutto, lo devo ai miei figli e ai figli della Calabria”. La forte testimonianza di Antonino Bartuccio, l’ex sindaco di Rizziconi che ha fatto la guerra alla mafia e che ogg ivive sotto scorta, rappresenta l’emblema del  III Congresso regionale del lavoro, un’ iniziativa nazionale dei Consulenti del Lavoro in programma fino al 24 settembre a Reggio Calabria organizzata dal Consiglio Provinciale dei CdL. Dal palco del Teatro comunale “Francesco Cilea” Bartuccio ha ripercorso la sua esperienza vissuta nei panni di testimone giustizia. Quando il Procuratore capo di Reggio, Federico Cafiero De Raho, gli comunicò che poteva scegliere se andare in una località protetta o rimanere in Calabria lui scelse di non abbandonare la sua terra e continuare a lavorare dove è nato. «La legalità non è moda che serve per apparire – ha dichiarato Bartuccio-. Per viverla bisogna ripudiare soprusi, arroganza e tracotanza, è necessario semplicemente fare ciò che è giusto e se tutti lo facessimo ogni giorno non saremmo costretti ancora parlare di ‘ndrangheta». Al suo fianco sul palco l’uomo che non lo ha mai abbandonato, garantendo protezione a lui ed alla sua famiglia, il Procuratore De Raho, che non nascondendo la commozione di rincontrarlo davanti ad un pubblico numerosissimo ha espresso la soddisfazione di avere accanto un «modello, un esempio, perché per sovvertire l’andamento di questo territorio – ha detto il Capo della Procura reggina – non sono sufficienti solo gli arresti e l’intervento della magistratura, ma bisogna indicare ai propri figli la strada da seguire raccontandogli di quanto la libertà e la dignità siano valori assai più preziosi della ricchezza. L’etica è fondamentale in ogni professione, specie in quella dei consulenti del lavoro che hanno un ruolo strategico per il buon andamento della legalità all’interno delle imprese e di conseguenza dell’economia della regione». La moderazione del Vice Direttore “Leggi di Lavoro” Ignazio Marino ha seguito la trama della legalità legata a doppio filo con l’etica del lavoro, e all’input sul futuro della professione orientata su queste direttrici Marina Elvira Calderone (Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei C.d.L.) ha risposto sintetizzando la professione in cinque elementi essenziali: «Primo: la competenza. Perché – ha spiegato la Presidente Calderone- non si può pensare che la sfida globale dell’economia possa essere giocata senza un processo di formazione continua. Il sapere professionale è in divenire e non si cristallizza al momento dell’iscrizione all’Ordine. Secondo: la legalità. E’ una scelta di campo che fa la differenza sul mercato. Terzo: assistenza e consulenza strategica. Offrire il proprio contributo alle imprese in difficoltà è molto più qualificante se si intende come consulenza strategica. Quarto: innovazione. Il comparto giuridico/economico ha una percentuale maggiore di innovazione in questa categoria professionale che è particolarmente propensa all’adattabilità. Quinto: indipendenza. Che vuol dire libertà dei professionisti ad esercitare le proprie scelte». E’ intervenuto dando il proprio contributo al Congresso il Vice Presidente della Camera dei deputati Simone Baldelli attraverso un videomessaggio: «I consulenti del lavoro sono fondamentali anche in materia di previdenza e risoluzione del contenzioso – ha spiegato Baldelli -. Il legislatore non deve essere schizofrenico e deve ascoltare di più chi sul campo si impegna ed ha il polso della situazione. In tal senso i consulenti del lavoro sono l’emblema di come si possano dare contributi positivi e propositivi». Anche Cesare Damiano (Presidente Commissione Lavoro della Camera) ha voluto porgere il proprio saluto ai Congressisti con l’invio di un videomessaggio nel quale ha dichiarato: «Occorre uniformare le fonti che forniscono i dati sul lavoro. Quelli dell’Inps indicano un trend negativo riguardo i contratti a tempo indeterminato, in calo del 34 %, mentre c’è un incremento delle assunzioni nelle forme precarie. Il crollo coincide con la fine degli incentivi favorevoli del 2015».

La prima sezione decongresso23_7519i lavori della terza giornata di “Labor 2016” è stata salutata anche dal sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, dal consigliere regionale Seby Romeo che ha fatto le veci del Governatore Oliverio, dal presidente della Corte d’Appello di Reggio Luciano Gerardis e dalla dirigente Eugenia Salvo per la Prefettura reggina. «Abbiamo incontrato imprese, scuole, associazioni datoriali e con Confcommercio abbiamo siglato un protocollo d’intesa in merito alla divulgazione del sistema che il Consiglio Nazionale ha portato avanti con il Ministero del Lavoro - ha spiegato Flaviana Tuzzo (Presidente Ordine dei C.d.L. Rc) -un sistema che premia le aziende virtuose. Grazie a questi 2 due giorni di “Labor” abbiamo avviato con l’istituto scolastico “Raffaele Piria” un percorso didattico in materia di diritto del lavoro e legislazione sociale in cui i ragazzi avranno l’opportunità di studiare i principi di diritto del lavoro».  Sul “Job Act” è invece intervenuto il Coordinatore della Consulta Regionale dei C.d.L. Calabria Rosario Rubino: «Lo ha voluto il Governo Renzi – ha detto- ma per noi e per le nostre imprese la questione è iniziata male ed è finita peggio. Ha dato agevolazioni per il primo anno ai lavoratori, ma erano regolarizzazioni di posti occupati da gente che non era stata assicurata, con la legge di stabilità già dal 2016 la riduzione è del 100%. Si creano posti di lavoro non con le leggi ma con la crescita economica, aiutando le piccole e medie imprese». Il Presidente regionale A.N.C.L. S.U.  Giuseppe Gaetano ha ribadito invece la necessità che la categoria dei consulenti del lavoro si faccia garante dei principi di legalità e trasparenza. Nella sezione successiva della mattinata, dedicata al dibattito, il Vice Direttore Marinoha poi lanciato una provocazione: «L’Italia è ancora una Repubblica fondata sul Lavoro?». Rosario De Luca (Presidente Fondazione Studi del C.N.O) ha risposto: «Fin quando l’Italia non si doterà di una politica economica rivolta prima di tutti agli imprenditori sarà difficile che il sistema-lavoro possa funzionare». Preoccupante per Enzo De Fusco (Coordinatore Scientifico Fondazione Studi del C.N.O) è il problema del lavoro nero «alimentato da un elevato costo del lavoro da un lato – ha detto – e dal sistema pensionistico dall’altro».