Reggio Calabria, prosegue il cammino politico del neo costituito PCI

PCI (1)Prosegue il cammino politico del neo costituito Partito Comunista Italiano. La Segreteria Provinciale, riunitasi presso la sede di Reggio Calabria, ha affrontato, “attraverso una ricca discussione, i temi del momento, approfondendoli in una lunga serie di interventi dei Dirigenti provinciali presenti alla riunione. Peraltro, a testimonianza di un Partito che cresce costantemente e che vuole espandersi sempre di più, la Segreteria ha delegato a Franco Cutrì, componente del Coordinamento Provinciale, con una lunga esperienza sindacale, il compito di “ricostruire il Partito nei luoghi di lavoro”. Il delicato momento che vivono i lavoratori i cui diritti sono ogni giorno limitati e ridotti da Leggi assurde come il job act (che ha compresso lo Statuto dei Lavoratori dopo 40 anni dalla sua approvazione), la Legge Fornero (che ha bloccato l’uscita dal mondo del lavoro per tanti lavoratori alla soglia della pensione) e più di recente la Legge sulla cosiddetta Buona Scuola (che ha comportato una deportazione di massa di un grandissimo numero di insegnati dal Sud al Nord), rende necessario riannodare il rapporto del PCI con i lavoratori al fine di poter apprestare un sistema di tutele che via via nel corso degli ultimi anni si sono perse o comunque sono state fortemente ridotte. Dalla discussione è emerso, infatti, come oggi i lavoratori vivono una situazione lavorativa davvero difficile; si pensi ai tanti lavoratori del precariato; ai tanti lavoratori sottopagati; ai tanti lavoratori in mobilità; ma soprattutto il problema dei diritti dei lavoratori emerge con maggiore gravità nel Mezzogiorno dove è più forte la disoccupazione e la precarietà. Per questo, pur essendo stati sempre vicini al mondo del lavoro, ci siamo posti l’esigenza di rafforzare la presenza del Partito accanto ai lavoratori. C’è un bisogno di invertire la rotta: i Governi Berlusconi, Monti, Renzi hanno rappresentato l’emblema dei diritti del lavoro con il segno meno (meno diritti) per il mondo del lavoro. Se c’è stata una deriva dei diritti sicuramente ha contribuito anche l’assenza di una forza politica del lavoro nel Parlamento come lo è stato per decenni il PCI. Convinti di ciò noi ci proponiamo di ridiventare la forza, il motore necessario per riconquistare i diritti perduti e ridare ai lavoratori e soprattutto per quanto ci riguarda ai lavoratori del Mezzogiorno un sistema di garanzie utili a ridare dignità al lavoro. Le decisioni oggi assunte vanno in questa direzione e sicuramente il rafforzamento del gruppo dirigente provinciale contribuirà a dare ai lavoratori risultati importanti e significativi”.