Reggio Calabria, morte Antonio Franco: il commosso ricordo ricco di storici aneddoti del senatore Meduri

franco-antonioDi seguito il commosso ricordo di Antonio Franco ricco di storici aneddoti del senatore Meduri:

Mi sembra incredibile e mi risulta difficilissimo scrivere un ricordo in memoria di Antonio Franco. Avrei potuto e dovuto sperare che fosse lui a scrivere e dire di me il giorno in cui il Padreterno avesse deciso di convocarmi all’altro mondo. Invece no Antonio inopinatamente se ne va, giovane, 54 anni e mi costringe a piangere davanti al letto di morte dell’ultimo rappresentante maschio della razza dei Franco. Dopo Salvatore, padre di Antonio e fratello maggiore di Ciccio ora anche Antonio ci lascia senza lasciare eredi. Non aveva figli, con lui si spegne una razza a cui Reggio deve tanto, una famiglia che entra prepotentemente a far parte della storia bella e nobile di questa nostra città non molto fortunata. Il 16 novembre del 1991, giorno della morte di Ciccio lo chiamai e gli dissi (eravamo in prossimità della “camera ardente” allestita in via Cattolica dei Greci) :” Antonio, oggi si concludono le tue vacanze politiche che durano dai tempi della tua militanza giovanile”. Rimase stupido e stentò a capire. Ciccio Franco infatti, contrario al familismo politico, diceva sempre che finché lui avesse fatto politica nessun suo parente avrebbe dovuto occupare un altro spazio che poteva essere accessibile ad altri. Nessuna occupazione del potere. Ma a quel punto pensai che un giovane in gamba e preparato come lui non poteva restare nell’ombra anche perché il Cognome dei Franco era indissolubile dalle vicende politiche di Reggio. Lo feci nominare Segretario Provinciale della CISNAL dal l’allora Segretario Naionale Corrado Mannucci e gli preannunciai la sua prossima candidatura al Consiglio Comunale. Il mio non era un invito, era un ordine; fu così che Antonio irruppe nella vita politica e sindacale della nostra città. Il tempo e i fatti mi diedero ragione: fu, infatti, nel l’una e nell’altra mansione, un ottimo interprete del Sindacalismo Nazionale e della Politica. Il suo maestro, Ciccio Franco, era il meglio a cui potesse ispirarsi e lui, Antonio, fu bravissimo. Riuscì a riorganizzare bene il sindacato che il quel tempo un po’ languiva ed in tempi recenti era riuscito a toccarne i vertici diventando Segretario Nazionale Aggiunto dell’UGL, ma soprattutto fu ottimo consigliere impegnato e capace di studiarsi, rigo per rigo, tutte le delibere che venivano di volta in volta portate all’esame del Consiglio. CApace poi, di sacrificarsi nel momento in cui l’on. Aloi non accettò di battersi con Italo Falcomata per la carica di Sindaco: accettò di combattere, in nome dei valori condivisi e per il suo grande amore per Reggio, una battaglia sicuramente perdente e fu candidato a sindaco della Città. Perse, infatti, e divenne in Consiglio il Capo dell’opposizione dimostrando ancora una volte ed in toto le sue grandi capacità e le sue incredibili doti umane. Noi, tutti noi del mondo di destra lo piangiamo e non lo dimenticheremo, ma la maggior gratitudine verso di lui penso debba venire dalla famiglia Falcomata: fu infatti per la sua innata generosità e per il suo senso del rispetto alla persona umana, che da capo dell’opposizione dette il suo assenso, alla delibera che il sindaco FF Naccari Carlizi fece d’urgenza per l’intitolazione del Lungomare al recentissimamente defunto Italo Falcomata. Senza il suo assenso il Prefetto non avrebbe potuto mandare avanti la pratica, occorreva infatti l’unanimità del Consiglio. Per me fu come un figlio e con tanto filiale amore mi trattava. Fu celebrante, in comune, del matrimonio di una delle mie tre figlie. Fermo nel carattere fu duro interprete del politica, ma sempre garbato con tutti. Questo era Antonio, l’ultimo dei Franco.

Renato Meduri