Reggio Calabria: interrotti i controlli sanitari e profilassi nei centri d’accoglienza

Sono stati interrotti i controlli sanitari e la profilassi nei centri d’accoglienza di Reggio Calabria

Minori immigratiDure le parole del Coordinatore dell’ATS “Filoxenia” (per il capo fila Comunità Papa Giovanni XXIII) Fortugno Giovanni, il quale dichiara che “Le strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati aderenti al progetto “FILOXENIA” sono strutture di prima accoglienza, realizzate da Enti di ispirazione cristiana riuniti in associazione temporanea di scopo, destinate all’accoglienza della primissima fase post sbarco, per un periodo di tempo limitato (60 gg). Lì, tra numerose difficoltà, ci prefiggiamo di offrire e predisporre quanto necessario per superare questa fase di transizione. Primo fra tutti i nostri compiti è l’accertamento dello stato di salute. Tuttavia pur avendo predisposto i vari passaggi burocratici, inviato note scritte e sollecitazioni verso le Istituzioni preposte, non abbiamo avuto ad oggi alcun riscontro, né alcuna nota scritta da parte dell’A.S.P., neppure su diversi solleciti della Prefettura di Reggio Calabria. In considerazione delle condizioni di deprivazione e delle tormentate vicende che hanno portato i minori a intraprendere il pericoloso viaggio in mare, dovendosi dissipare ogni dubbio in ordine alle condizioni di salute con l’obiettivo di scongiurare il rischio di eventuali epidemie, è predisposto in più fasi, un protocollo Sanitario, destinato agli stessi che per prassi deve essere obbligatorio dopo il Triage medico effettuato durante lo sbarco sotto la responsabilità dei Medici dell’USMAF e del 118. Nei distretti Sanitari è previsto l’approfondimento dello stesso attraverso una profilassi specifica al fine di scongiurare malattie gravi ed infettive. Questa procedura sin dai primi giorni del 2016 è BLOCCATA! L’assistenza sanitaria dei minori stranieri non accompagnati e di tutti cittadini extra comunitari presenti temporaneamente sul territorio Nazionale,viene garantita (tranne che nel distretto di Reggio Calabria) attraverso l’attivazione del codice STP-ENI, rilasciato da parte delle aziende Sanitarie che assicurano l’assistenza di base (programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva, cure ambulatoriali e cure ospedaliere gratuite), come da decreto del Presidente della Giunta regionale Calabrese n. 69 del 29 maggio 2013 il quale dispone “di far obbligo alle Aziende Sanitarie Provinciali di individuare uno o più ambulatori, quali punti di primo accesso . Attualmente, l’A.S.P. del Comune di Reggio Calabria attraverso gli ambulatori siti in Via Willermin ha diversificato la procedura, eliminando il codice S.T.P. e garantendo l’assistenza sanitaria mediante l’iscrizione dei minori al Servizio Sanitario Regionale, sia per quanto riguarda la prevenzione che per eventuali necessità dei minori che esulano da questa. Questa procedura non è appicabile! Al momento, i minori presenti nelle strutture di prima accoglienza del Comune di Reggio Calabria, identificati e foto-segnalati dalla Questura, sono sprovvisti di tutti documenti (permesso di soggiorno, quindi tessera sanitaria) che gli permettono di accedere all’A.S.P. e sono in attesa che il Tribunale per i Minorenni emetta un decreto per l’apertura della eventuale procedura di adottabilità, con nomina del Tutore provvisorio, fissazione dell’udienza e contestuale richiesta all’A.S.P. di svolgere gli accertamenti sanitari. Solo con l’emissione del Decreto del Tribunale per i Minorenni, infatti, i MSNA possono accedere agli accertamenti sanitari indicati dal decreto. Tutto ciò richiede una tempistica che non è compatibile con il diritto alla salute! Inoltre è da evidenziare che la legge 69 del 29 Maggio precisa che: “Per le prestazioni erogate nei confronti dei soggetti non appartenenti all’Unione Europea, senza permesso di soggiorno (STP), la Aziende Sanitarie Provinciali hanno l’obbligo di richiedere al Ministero dell’Interno il rimborso relativo all’onere delle prestazioni di ricovero”. Quindi la spesa non è a carico delle casse regionali ! Non comprendiamo il perché di tali inadempienze che non tutelano i minori e tutti coloro che vengono esposti a rischi sanitari e sentiamo il dovere di gridare forte questo diritto negato che ha ripercussioni sulla collettività”.