Reggio Calabria: “interdittive antimafia strumento necessario ma da riformare”

L’Assessore Muraca e il Consigliere Mauro: «Interdittive antimafia strumento necessario ma da riformare, da Reggio Calabria proposta utile per aggiornare la normativa nazionale»

manette«La Commissione parlamentare antimafia esaminerà la proposta di revisione della normativa sulle interdittive sollevata dal Consiglio comunale reggino. Abbiamo ascoltato con grande soddisfazione le parole del deputato Davide Mattiello che ha immediatamente raccolto l’invito inoltrato dal Sindaco Falcomatà nel corso dell’ultima riunione della massima assise democratica della città di Reggio Calabria, sottolineando la necessità di porre l’accento sulle conseguenze, soprattutto in termini occupazionali, di uno strumento come le interdittive che riteniamo fondamentale nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata». E’ quanto affermano in una nota congiunta l’Assessore alla Legalità del Comune di Reggio Calabria Giovanni Muraca insieme al Consigliere Metropolitano Riccardo Mauro.

«Allo stesso modo – prosegue la nota – abbiamo notevolmente apprezzato le affermazioni del Prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino che in occasione del suo incontro di commiato con la stampa ha voluto sottolineare l’assoluta necessità dello strumento delle interdittive antimafia, dichiarandosi soddisfatto del dibattito generato in occasione del Consiglio comunale aperto voluto dal Sindaco Falcomatà. Riteniamo che quella espressa in occasione dell’ultima riunione del civico consesso reggino sia una posizione di grande maturità istituzionale, ma soprattutto rappresenta appieno le esigenze e le necessità sottolineate da decine di lavoratori incolpevoli che hanno visto ricadere sulle loro spalle gli effetti di un provvedimento che riteniamo, comunque, assolutamente legittimo e necessario». «Condividiamo dunque – concludono Muraca e Mauro - la strada indicata dal deputato Davide Mattiello che ha raccolto la nostra proposta di revisione della normativa: il modello Expo può certamente rappresentare un punto di partenza valido verso un’ipotesi che mantenga ferma la necessità di utilizzare a ragion veduta lo strumento dell’interdittiva, salvaguardando comunque la produttività aziendale e tutelando le maestranze incolpevoli. Dalla nostra città arriva dunque una proposta che può rappresentare un punto di riferimento sul piano nazionale per le riforme che riguardano la normativa sullo scioglimento dei Comuni ma anche sulla materia delle interdittive. E’ il segno che la strada intrapresa è quella giusta».